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Sanità in Calabria: “Controlliamo i controllori”


LOSCRIVITÙ ||| Raffaele Papa (Idm) dopo i fatti di Cetraro chiede che si faccia giustizia e che la sanità in regione non sia la porta verso l’altro mondo.

DI RAFFAELE PAPA*

TORTORA – Nella sanità in Calabria ci sono norme del tutto disattese come, ad esempio, il decreto del Commissario ad acta 86 del 2016, ma i controlli se arrivano, arrivano sempre dopo, quando le vite sono distrutte. E non è la prima volta. È anzi l’ennesima.

Ed ecco che solo dopo la morte della giovane madre in seguito al parto, il ministero invia i suoi ispettori, ma anche la regione mobilita un proprio team.

Meglio tardi che mai, potremmo dire, e questo non deve riguardare solo un singolo presidio ma l’intera regione, perché tutti i cittadini calabresi ne hanno diritto.

Non vorremmo però che il tutto si risolva nella classica, già vista e ripetuta bolla di sapone in attesa di piangere altre vittime.

La sanità in Calabria è ormai a un punto di non ritorno. O ci si decide di dare assistenza effettiva oppure si eliminino le tante trappole diffuse sul territorio regionale.

Ed è per questo che le verifiche devono essere serie, autentiche, scrupolose e anche spietate, senza guardare in faccia alcuno, come lo sono le cause che tolgono la vita e fatele pensando a voi stessi che potreste trovarvi al posto di tanti altri.

Oggi, più di ieri, nessuna polemica né vendetta, ma solo giustizia, si rende necessario controllare i controllori per non incappare ancora una volta nel vizio di sempre, quello di far cadere tutto nel dimenticatoio dopo appena qualche giorno il funerale delle povere vittime.

Ora basta, questa volta non deve essere così, bisognerà conoscere il nome di ogni verificatore affinché si assuma fino in fondo ogni responsabilità in ragione della specifica missione e questo sia per l’ispezione ministeriale che regionale.

Qualche mese fa, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha archiviato l’esposto che insieme ad alcuni amici avevamo presentato nei confronti dell’ex commissario alla sanità Scura, per le continue omissioni in tema di assistenza sanitaria.

Questa decisione ha sorpreso e non poco. Mi auguro che a oggi, in considerazione dello stato di gravità della sanità in Calabria, anche la magistratura inizi a riscontrare colpe e responsabilità di chi gestisce la vita umana, perché ci sono alcune morti che possono essere considerati veri e propri omicidi.

La sanità non può e non deve diventare la corsia principale per raggiungere un altro mondo, quello eterno. Spezziamo la fatidica e a volte odiosa frase: avanti un altro.

*coordinatore Italia del Meridione provincia di Cosenza


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