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Ambiente, l’Isola di Cirella studiata dall’alto con i droni


Gli apparecchi hanno sorvolato Il Sic Fondali dell’Isola di Cirella – Diamante, per acquisire nuovi dati ambientali per un progetto di cartografia litorale.

DIAMANTE – L’Isola di Cirella di Diamante studiata dall’alto con droni nell’ambito del progetto “I siti di importanza comunitaria della Calabria, Sic marini”.

Si tratta di un progetto che coinvolge l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal), l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e l’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Cnr.

La collaborazione punta a monitorare e aggiornare la Cartografia Litorale (Carlit). Il progetto sui Sic calabresi è finanziato con fondi Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020.

Le operazioni svolte a luglio scorso su Cirella “sono state il banco di prova – spiega l’Arpacal – per l’avvio dei primi voli con drone per la mappatura ad alta risoluzione delle comunità superficiali di substrato roccioso dominate da macroalghe presenti sulla costa calabrese”.

Il Sic interessato da queste ricerche è quello denominato Fondali dell’Isola di Cirella – Diamante. Sono state effettuate acquisizioni con tecnica fotogrammetrica ad altissima risoluzione e con l’ausilio di droni a pilotaggio remoto controllato, classe Very light.

“Quattro rilievi fotogrammetrici con parziale sovrapposizione dei fotogrammi – ancora l’agenzia regionale –, sono stati condotti nelle prime ore del mattino del 16 e del 18 luglio 2019, presso l’Isola di Cirella per una durata di poche ore.

Per l’isola sono state acquisite circa 500 immagini georiferite dalle quali sono stati poi generati in post processing, attraverso software Structure from motion, modelli 3D dell’isola ad alta risoluzione, nuvole di punti quotati e ortomosaici con risoluzione a terra pari a circa 2 centimetri per pixel”.

Isola di Cirella: il metodo CarLit

Il metodo Carlit è stato ideato nel 2007 da Enric Ballesteros Sagarra, capo del gruppo di ricerca Benthic, tra le figure più importanti della biologia marina in Europa.

Sfrutta lo sviluppo lineare delle comunità bentoniche superficiali (generalmente dominate da macroalghe), al fine di valutare lo stato ecologico dei corpi idrici marino costieri in base alla Direttiva quadro Acque 2000/60/CE.

Lungo le coste calabresi, che si estendono per circa 800 chilometri, sono stati istituiti 14 Siti di importanza comunitaria marini e 5 costieri. La loro distribuzione è pressoché continua e interessa tutti i tratti costieri lungo le 5 province calabresi.

Ambiente costiero della Calabria: Arpacal con istituti di ricerca

“La sperimentazione – spiega Arpacal – condotta per l’agenzia dal Centro strategia marina diretto da Emilio Cellini evidenzia ottime possibilità di impiego dei sistemi autonomi a pilotaggio remoto a supporto per la mappatura Carlit a fronte di una maggiore precisione e accuratezza del rilievo.

La stretta collaborazione tra gli enti di ricerca consente di implementare competenze specifiche e sviluppare nuove metodologie d’indagine da utilizzarsi nell’ambito di piani di monitoraggio delle aree costiere.

Le indagini di controllo e monitoraggio Uav riprenderanno a settembre.

“Questa collaborazione con gli enti di ricerca nazionale – ha dichiarato il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra – è uno dei punti di forza del nostro contributo alle politiche di tutela ambientale della Calabria.

Basti pensare – ha aggiunto – quanto lavoro stiamo facendo per i Sic marini in Calabria, al punto che nella comunità scientifica nazionale la nostra regione è balzata ai primi posti per visibilità e valore della ricerca scientifica”.


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