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Praia a Mare, controlli dei fitti scatenano questione turismo


Nessun dato dalla polizia locale sulle verifiche del 16 agosto. La vicenda ha riacceso il dibattito sul “turismo di qualità” a cui tutto il territorio aspira.

PRAIA A MARE – Nessun dato emerge dai controlli sui fitti delle seconde case effettuati nei giorni scorsi a Praia a Mare da polizia locale e carabinieri.

Tanto i carabinieri della compagnia di Scalea quanto gli amministratori comunali hanno indirizzato la redazione di Infopinione verso l’unica figura preposta a divulgare gli esiti dell’attività. Ovvero il comando della polizia locale di Praia a Mare.

Purtroppo non siamo riusciti a contattare il comandante Antonio Izzo, sia al suo cellulare personale che al numero fisso della sede del comando di via delle Industrie. Qui, il centralino segnalava la sua presenza in tarda mattinata di oggi, ma non ci ha risposto perché occupato. Al tentativo successivo era invece fuori sede.

A Izzo avremmo chiesto quelle risposte a domande del tipo: Quanti immobili sono stati controllati? Sono emerse irregolarità? Se sì, quali provvedimenti sono stati presi? Si trattava dei primi controlli della stagione estiva in corso? Ce ne saranno altri?

Ci riproveremo, intanto abbiamo rigirato la nostra richiesta alla posta elettronica certificata del comando della polizia locale di Praia a Mare.

praia mare vigili polizia locale
La sede del comando della polizia locale di Praia a Mare, in via delle Industrie. (foto dal web)

Dai controlli dei fitti alla questione sul “Turismo di qualità”

Lo abbiamo fatto perché i controlli in questione sono risultati oggetto dell’interesse di una larga fetta dell’opinione pubblica. Soprattutto a seguito della notizia, data da questo sito, e rapidamente diffusasi sui social.

Ciò, anche come conseguenza della condivisione su Facebook da parte dell’assessore al Turismo del Comune di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo.

“Praia a Mare – ha scritto – è dotata di un ottimo regolamento per la locazione degli appartamenti ammobiliati per uso turistico.

Il buon lavoro di polizia locale e Arma dei carabinieri, con l’utilizzo anche dei dati del commissariato di Paola, può portare finalmente alla totale bonifica di tamarri e delinquenti.

Praia e tutta la Riviera dei Cedri merita un turismo di persone perbene e di grande senso civico.

Lavoriamo insieme per condividere le buone pratiche che a Praia stiamo attuando oramai da diversi anni per accogliere il meglio. Non il meglio del peggio”.

Su questo e altri post si è scatenata una battaglia di opinioni che – al netto dei soliti commenti inopportuni (qualcuno rivolto anche alla nostra redazione, ndr) – ha fornito spunti di riflessione interessanti.

Soprattutto, ha dato il senso di quanto la questione “turismo di qualità” stia a cuore ai cittadini e anche ai turisti stessi.

Proviamo a sintetizzare quanto espresso nei post su questo aspetto generale e, nel particolare, sul sistema dei controlli delle presenze turistiche.

In questo ultimo caso va riportato che alcuni dei proprietari di casa oggetto delle verifiche hanno espresso con forza perplessità, riguardanti soprattutto le modalità: opportunità o meno della presenza dei carabinieri, criteri per la scelta degli immobili da controllare e reale utilità di queste misure alla luce dei problemi che, di anno in anno, continuano a presentarsi.

E poi, c’è chi pretende che i controlli vengano estesi sia all’insieme degli immobili in affitto che a molte altre attività economiche della città. Soprattutto su “emissione degli scontrini fiscali”.

Molti hanno sottolineato un nervo scoperto dell’intero sistema: il presunto divario tra le locazioni regolarizzate per legge e quelle che finiscono nel sommerso. Il tutto rapportato a un settore, quello delle cosiddette “seconde case”, che a Praia a Mare presenta numeri consistenti.

C’è chi, a torto o ragione, ritiene che l’attuale stato delle cose sia una delle principali cause di un turismo “di bassa lega”, con riferimento a villeggianti “cafoni”.

Secondo qualcuno, ad esempio, il problema risiede nella modalità di fitto degli immobili: per l’intero mese e a prezzi elevati, quantificabili anche in diverse migliaia di euro. In questi casi – è l’opinione espressa – l’unica soluzione è “dividere” la spesa tra più famiglie e i posti letto a disposizione vengono occupati da un numero di persone ben superiore.

Un esempio su tutti: “Più aumentano i prezzi – scrive Antonio – e più persone si ammassano per dividere le spese. Sinceramente per 3 persone spendere 3200 euro ad agosto per stare 3 settimane a Praia non conviene.

A quel prezzo – conclude – meglio un villaggio pensione completa in Puglia o in Grecia con mare sempre pulito. Invece se si viene in 10 dividendo le spese ce la si fa, ma che persone sono quelle che vivono in 10 in 70 metri quadrati? Vi conviene”?

L’assunto generalista dell’opinione diffusa è: chi accetta di “villeggiare” in queste condizioni non è di conseguenza predisposto a rispettare le regole della civile convivenza. Una teoria che ha la pecca di fare di tutta l’erba un fascio, ma che non dovrebbe faticare a trovare esempi a conferma.

In molti casi, a Praia a Mare, quest’estate sono stati segnalati problemi di “rispetto delle regole della convivenza civile”. Tra questi, in particolare, schiamazzi notturni e abbandono di rifiuti per le strade e sulle spiagge.

Spesso, viene tirato in ballo chi queste situazioni dovrebbe tenerle a bada, ovvero i vigili urbani che a Praia a Mare possono contare su una organizzazione in vero e proprio corpo di polizia locale.

“Io non capisco – scrive ad esempio Tiziana – perché non ci siano controlli notturni. Non è più sopportabile la vita notturna praiese, bande di ragazzi che urlano come se fosse giorno in pieno centro fino all’alba. Non è giusto che noi praiesi non abbiamo più il diritto di goderci Praia in questo periodo”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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