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La democrazia che non c’è e la memoria perduta


L’opinione del coordinatore cosentino di IdM sulla crisi di governo. “Lavoro, sanità, tasse, occupazione, giovani, in secondo piano senza sapere rispetto a cosa”.

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TORTORA – C’erano voluto mesi di riflessioni e consultazioni e poi si era deciso, nel preminente e prioritario interessi dell‘Italia e degli italiani, di stilare e sottoscrivere un contratto.

Era la dimostrazione concreta che il bene dei cittadini si poteva perseguire e realizzare, oltre ogni fazione e colore.

Ma aldilà di qualsiasi causa o di inconfessabile motivazione, dopo poco più di anno, tutto ciò è svanito nel sole di agosto che pare non abbia assistito indifferente.

In tanti hanno perso la memoria e cresce, inesorabilmente e in tutti, la sensazione che la democrazia ha smarrito il senso vero della sua esistenza e necessità.

Ed è un pessimo segnale, perdere la convinzione che la rappresentazione istituzionale sia priva di ogni utilità.

L’incapacità o mancanza di volontà di fare ciò che la gente si aspetta e chiede è la prova che la democrazia quale governo del popolo non esiste più, soprattutto nel parlamento della cosiddetta Repubblica italiana.

Lavoro, sanità, tasse, occupazione, giovani, tutto è passato in secondo piano e senza sapere rispetto a cosa.

La Democrazia non c’è, ma la pacchia di parlamentari superpagati e spesso nulla facenti continua, così come la sola rappresentazione del proprio egoismo e vanagloria.

La nuova sceneggiata è solo all’inizio.

Raffaele Papa, coordinatore Italia del Meridione provincia di Cosenza


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