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Santa Maria del Cedro, un’app per vistare il Castello di San Michele


Con la realtà aumentata un monaco racconta la storia del luogo e del territorio sullo smartphone. Progetto da 20 mila euro finanziato dalla regione.

SANTA MARIA DEL CEDRO – Attraverso un’app è ora possibile visitare il Castello di San Michele di Santa Maria del Cedro e impararne la storia attraverso la realtà aumentata.

Utilizzando il proprio smartphone sarà possibile ascoltare cenni storici del territorio direttamente da un attore travestito da monaco.

L’operazione è stata realizzata grazie a un contributo di 20 mila euro di soldi pubblici elargito dalla Regione Calabria alla cooperativa Thyrrenians nell’ambito di finanziamenti in ambito culturale.

Nel caso specifico, è stato premiato il progetto “Facciamo educazione culturale nel Castello di San Michele con servizi innovativi”.

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Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale per la buona riuscita dell’iniziativa che consentirà a cittadini e turisti di vivere una esperienza particolare visitando il principale simbolo del comune rivierasco.

“La cooperativa Thyrrenians – ha detto il sindaco Ugo Vetere – dimostra sempre di essere un passo avanti rispetto al modo tipico di fare cultura sul territorio”.

“Il progetto – si legge in un comunicato stampa – ha inteso valorizzare il complesso monumentale di San Michele, attraverso il racconto innovativo di quella Calabria che a partire dal VII secolo dopo Cristo e per circa cinque secoli, si è popolata di anacoreti e di monaci basiliani in ogni angolo sperduto del suo territorio

Il progetto – prosegue la nota – ha previsto inoltre l’allestimento di una mostra attraverso cui raccontare la storia dei basiliani nell’area del Mercurion, ma soprattutto della comunità religiosa sorta intorno al castello di Santa Maria del Cedro.

Per farlo ci si è avvalsi del supporto tecnologico della realtà aumentata, di laboratori didattici destinati ai giovanissimi sia di riscoperta delle tradizioni artigianali locali, come il ricamo, la tessitura e il taglio del legno, sia di avvicinamento alla pratica dell’orienteering, con il supporto degli istruttori della polisportiva Valle Argentino di Orsomarso”.


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