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Paola, tasse ed errori: nuove accuse a Roberto Perrotta


L’acqua 2011 pagata per sedici mesi. Nuovo attacco al sindaco di Paola dal primo cittadino uscente Basilio Ferrari. Il comune corre ai ripari e ridetermina la scadenza Tari 2019.

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PAOLA – “Amministrazione nuova, solito Perrotta“.

Il sindaco di Paola viene accusato senza troppi giri di parole dal capogruppo consiliare Basilio Ferrari che spiega come “un nuovo disastro economico si sta abbattendo sulle famiglie”.

L’ex primo cittadino accusa il comune di voler fare cassa a tutti i costi aggravando di fatto con l’emissione di più tasse i già precari bilanci familiari.

In un colpo, tra agosto e settembre, sono arrivate nelle case dei cittadini la Tari 2018 e 2019, il ruolo idrico del 2018 e, per chi non lo avesse pagato, quello relativo al 2014. Per la Tari 2019, considerate le proteste, c’è stato un passo indietro: scadenza fissata a marzo 2020. Ma non basta per Ferrari.

Il consigliere riavvolge il nastro all’anno 2011. Il comune di Paola guidato da Roberto Perrotta decide di inviare il ruolo acqua.

“Quello del 2011 è giunto nelle case dei paolani ad aprile 2012. È come se si fossero pagati 16 mesi di consumo anziché dodici. La lettura è stata rimodulata a fine aprile anziché a dicembre dell’anno precedente come da prassi.

E così, nei cinque anni successivi l’ente è stato costretto a fatturare 11 mesi anziché 12. E di conseguenza per coprire il costo annuo siamo stati costretti ad aumentare le tariffe”.

Una prassi che, a quanto riferisce il consigliere comunale, è avvenuta anche in precedenza. Utilizzare il metodo dello scaricabarile secondo il commissario di Forza Italia è un fatto grave.

All’ex sindaco Ferrari era stato additato di non aver inviato il ruolo 2017: “Vorrei ricordare ai tecnici di questa amministrazione – spiega il capogruppo – che i ruoli si chiudono e vengono elaborati a fine anno. Come faceva il sottoscritto a inviare il ruolo idrico a gennaio 2018 se era l’attuale esecutivo ad amministrare”?

E ancora: “Il ruolo idrico del 2018 elaborato sempre a dicembre dello stesso anno per loro incompetenza è stato inviato soltanto a settembre 2019 con la prima rata già scaduta.

Mentre per fare cassa il ruolo Tari 2019 (anche se poi il comune si è corretto dopo circa 20 giorni) è stato inviato addirittura in anticipo. Per le variazioni che riceveranno l’ufficio tributi sarà costretto ad annullare l’avviso di pagamento già inviato ed emetterne uno nuovo con aggravio di spese”.

Per Ferrari “dopo aver causato un disastro economico come il dissesto pensano ancora di poter dare lezioni di gestione economica”.

L’aumento delle tasse nel quinquennio 2012-2017 per il capogruppo consiliare è stata la conseguenza della dichiarazione di default.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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