Home / IN PRIMO PIANO / Giù le mani da Cozzo Cervello, verso lo sciopero del terzo settore

Giù le mani da Cozzo Cervello, verso lo sciopero del terzo settore


Il Comitato di iniziativa popolare chiede ai consiglieri comunali di Paola di far valere le proprie funzioni di controllo sul governo cittadino. L’obiettivo è bloccare il taglio dei faggi.

PAOLA –  Salviamo Cozzo Cervello di Paola dal disboscamento e piantiamo un albero a testa.

16mila nuovi alberi, uno per ogni cittadino paolano, per rinverdire il nostro centro città, le periferie, le nostre montagne. Questa la richiesta che il comitato di iniziativa popolare rivolge ai consiglieri comunali di Paola.

Gli attivisti, lato web, hanno avviato la petizione “No al taglio dei faggi di Cozzo Cervello“, alla quale è possibile aderire firmando sul sito Change.org.

“Nei prossimi giorni – fanno inoltro sapere – sarà avviata una campagna mediatica di comunicazione e informazione, nonché una serie di iniziative volte alla tutela del bosco. In un contesto di concessioni di democrazia non escludiamo l’organizzazione già entro il prossimo mese di uno sciopero generale del terzo settore per ripristinare livelli normali di democraticità, delle funzioni, delle leggi e della Costituzione.

Sono diversi i motivi – si spiega – che ci hanno spinto a difendere Cozzo Cervello da ogni pratica di depauperamento del patrimonio boschivo e dal taglio straordinario di 1972 faggi e di un ulteriore numero di piante – fino ad ora sottaciuto – pari a 676 esemplari sottomisura che questa amministrazione comunale vorrebbe effettuare in controtendenza rispetto al diffuso sentimento di tutela e salvaguardia dell’ambiente”.

Primo fra tutti, il taglio di alberi nel pieno della loro vita che secondo il comitato “non può passare come azione di bonifica. Se realmente si volessero tutelare le nostre montagne partiamo dai rifiuti disseminati ovunque, dalle carcasse d’auto, dalle lastre di eternit, ma soprattutto programmiamo col supporto delle associazioni corsi di educazione ambientale nelle scuole.

Solo così si potranno incentivare processi virtuosi che nel giro di pochi anni potrebbero rappresentare una svolta importante nel rapporto tra uomo e natura. Detto ciò, è importante che le istituzioni pubbliche diano il buon esempio e facciano la loro parte modificando e adattando le proprie politiche alle richieste provenienti dalla cittadinanza e dal mondo intero”.

Quindi, ai consiglieri comunali: “Occorre esercitare nei confronti dell’amministrazione Perrotta-Di Natale il potere di controllo al fine di interrompere ogni pratica di disboscamento. I motivi, come anticipavamo, sono vari”.

Innanzitutto, il R.D.L. n. 3267 del 30 dicembre 1923 (in materia di assetto ed utilizzazione del territorio-difesa del suolo) sottopone a vincoli idrogeologici precisi terreni di qualsiasi natura e destinazione che con danno pubblico possono subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque.

In aggiunta, l’art. 30. del d.L.gs 50/2016, Principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni, al comma 1 afferma che l’affidamento e l’esecuzione di appalti di opere, lavori, servizi, forniture e concessioni ai sensi del presente codice garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza.

Nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, le stazioni appaltanti rispettano, altresì, i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità con le modalità indicate nel presente codice. Il principio di economicità può essere subordinato, nei limiti in cui è espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio culturale e alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche dal punto di vista energetico.

Ma ancor prima le associazioni non comprendono le ragioni che hanno spinto l’amministrazione comunale ad abbattere una cattedrale naturale di alberi ad alto fusto che rappresentano un patrimonio inestimabile di ossigeno, bellezza e vita.

Un valore ben superiore rispetto al prezzo di acquisto pari a 57mila 51,75 euro. Vi è infatti un problema di congruità della stima, posto che la vendita viene fatta a corpo e non a misura con profili rilevabili dalle autorità competenti dal punto di vista del danno erariale. L’offerta ricevuta non può, in alcun modo, considerarsi economicamente vantaggiosa per l’Ente in relazione al numero stimato di alberi da tagliare.

Occorre poi considerare anche i danni ambientali prodotti dal disboscamento e quelli collaterali, i quali si aggiungono alle pratiche di taglio abusivo, il problema dei sottocavalli non tutelabili a sufficienza (che potrebbero subire danni irremissibili), mancanza di piste di smacchio, strascico con nocumento del novellame, criterio saltuario di martellatura senza una logica selviculturale stabilita. Tutto ciò potrebbe avere risvolti ben più tragici in un’ottica di dissesto idrogeologico, posto che in passato la città di Paola ha subito danni rilevanti.

Ci sono poi diverse piante protette di cui non c’è cenno nella relazione redatta dai tecnici agronomi incaricati dall’amministrazione, come l’agrifoglio e il pungitopo, che crescono spontanee su Cozzo Cervello. Tanto è sufficiente per arrestare ogni attività di taglio per non incorrere in conseguenze ben più gravi. 

Sotto questo aspetto, il Sito di importanza nazionale (SIN6 IT9300191), unitamente a “Bosco Luta”, appartiene alla Rete Natura 2000, in quanto area a dominanza di faggete con abies, taxus e ilex, in attesa di essere protetto sotto la denominazione di Parco naturale regionale della catena costiera, con Cozzo Cervello, passo della Crocetta, Monte Caloria e Laghicello.

Cozzo Cervello - faggeta martellata

Da ultimo, diversamente da quanto riferito in sede di consiglio comunale aperto lo scorso 15 luglio, per regolamento, seduta non deliberante, il taglio dei faggi di Cozzo Cervello interessa il “Cammino di San Francesco“. Per quanto già comunicato che dal taglio sarà escluso un numero ridotto di piante, questo non è sufficiente a salvaguardare il Cammino nella sua unitarietà. Un percorso di 112 km di lunghezza che va da San Marco Argentano sino a Paterno, passando per il Santuario di San Francesco con 110 pietre miliari da percorrere in sei giorni e che fa tappa proprio a Cozzo Cervello. Un attrattore turistico importante che ha permesso alla città di Paola di elevare la sua immagine in ambito internazionale, utilizzando anche i più importanti canali televisivi e riviste nazionali. 

In conclusione, come sostiene don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, “ogni albero è in fondo un diritto. E i diritti non basta affermarli: bisogna tutelarli giorno per giorno, farli crescere in altezza e nella coscienza di ciascuno di noi”.


About Redazione

Tutti gli articoli frutto delle richieste di diffusione di comunicati stampa sono curati dalla Redazione di www.infopinione.it. Mail to: redazione@infopinione.it

Check Also

Richiesta danni Jova Beach Party: De Lorenzo: “Punto di non ritorno”

L’assessore dissenziente commenta scelta di sindaco e Giunta. Promozione ed economia locale polverizzate da mossa …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Materiale protetto da copyright