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Operazione Matassa, 5 commercialisti interdetti dalla professione


Indagati in concorso per reati fiscali nell’ambito dell’operazione del 2017 per maxitruffa allo Stato: creavano falsi crediti Iva per compensare tasse.

PAOLA – Cinque commercialisti sono stati interdetti dalla professione e gli sono stati sequestrati 3 milioni 450 mila euro.

Ai professionisti indagati sono contestati i reati di concorso in dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e indebita compensazione.

Questo lo stratagemma messo in piedi, secondo guardia di finanza e procura di Paola, che hanno indagato partendo dalle risultanze dell’Operazione Matassa.

I commercialisti indagati dichiaravano conformi alcune dichiarazioni Iva, generando così crediti fittizi. In questo modo l’associazione a delinquere compensava contributi, imposte, ritenute e cartelle esattoriali.

“Grazie a tale visto di conformità – spiegano gli inquirenti –, i sodali hanno potuto fraudolentemente compensare, con crediti Iva inesistenti, contributi pensionistici i quali venivano valutati come assolti dall’Erario e dall’Inps e ritenuti, pertanto, utili sia alla formazione contributiva pensionistica futura che al conseguimento dell’indennità di disoccupazione”.

Ma le indagini hanno consentito di disarticolare questo sistema fraudolento. “Inoltre – ancora gli inquirenti –, è stato emesso un avviso di conclusione indagini preliminari ex art. 415 bis cpp, per il reato di calunnia nei confronti di 3 indagati che attraverso la presentazione di infondate querele e di atti di citazione puntavano a intimidire i militari operanti e a ostacolare le indagini”.

L’operazione Matassa, richiamata nelle ordinanze eseguite oggi, risale al 2017. In quella occasione, nel mirino degli inquirenti erano finite 14 persone, coinvolte in una megatruffa ai danni dello Stato.

Nell’operazione erano finiti anche i parchi acquatici Aqua Fans di Praia a Mare e Acquapark di Torremezzo di Falconara, oltre ad altre 22 società.

LEGGI: OPERAZIONE MATASSA, TUTTI I DETTAGLI DELLA MAXITRUFFA ALLO STATO

L’ordinanza cautelare del divieto temporaneo di esercizio della professione ai commercialisti e i sequestri preventivi è stata emessa dal Gip di Paola Maria Grazia Elia, su richiesta del procuratore capo Pierpaolo Bruni e del procuratore Maria Francesca Cerchiara.

A darne esecuzione e a indagare, i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Cosenza.


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2 comments

  1. Non capisco il perché di omissioni circa i nomi e i luoghi dove esercitano gli indagati.
    Leggendo questo modo di fare cronaca resta sempre una sensazione che rimanda ad un sapore di reticenza quasi omertosa.
    Questo non solo. In questa ma in altre testate. Alla calabrese, insomma…..

    • Buongiorno Biagio, grazie per questo tuo commento che ci fornisce l’ennesima opportunità di spiegare il nostro modo di vedere la professione giornalistica. Un modo forse troppo classico e ancorato il più possibile alla deontologia che vuole che i nomi degli indagati non siano rilevati almeno fino al rinvio a giudizio degli stessi. Nessuna omertà dunque, ma spero che tu continui a leggere queste nostre pagine al pari dei siti o organi di informazione che scelgono di comportarsi diversamente.

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