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Coronavirus, quota 235 (+28): Conte chiude l’Italia, Santelli la Calabria


In regione 5 decessi. Misure inasprite nella sera dal premier. Nella notte la governatrice decide di bloccare ingressi e uscite.

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CATANZARO – 235 persone hanno contratto il Coronavirus Covid-19 in Calabria dall’inizio dell’emergenza. All’aggiornamento fornito dalla protezione civile sabato 21 marzo 2020 si conta un incremento di 28 pazienti rispetto al giorno prima.

Un primo dato leggermente incoraggiante. Nei due giorni precedenti, gli incrementi erano stati nell’ordine dei circa 40 casi al giorno.

Ma questo dato potrebbe non avere peso, se si considera che è in questi giorni che la Punta dello Stivale ha iniziato a fare i conti con aumenti dei contagi dovuti alla cosiddetta prima ondata dei rientri, risalente alla prima settimana di marzo.

Da allora, sono oltre 10 mila le persone che hanno fatto rientro in Calabria, contando solo quelle che lo hanno dichiarato alle autorità.

Dai dati relativi a sabato 21 marzo 2020, dei 235 contagiati, 89 si trovano negli ospedali calabresi: 73 ricoverati con sintomi (+2) e 16 in terapia intensiva (dato stabile).

136 persone si trovano in isolamento domiciliare (+22). 5 cittadini sono stati dimessi perché guariti (+3), mentre altrettanti sono i calabresi deceduti (+1).

Sono stati effettuati 3050 tamponi, 360 nelle ultime 24 ore.

Questo il dettaglio provincia per provincia:

  • Reggio Calabria: 84 (+11 rispetto al giorno prima) – 3 in terapia intensiva
  • Cosenza: 50 (+5) – 4 in terapia intensiva
  • Crotone: 50 (+5)
  • Catanzaro: 38 (+4) – 9 in terapia intensiva
  • Vibo Valentia: 11 (+3).

2 casi sono in fase di assegnazione. Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro.

Altri dati. Venerdì 21 marzo 2020 la Regione Calabria ha comunicato che i soggetti in quarantena volontaria sono 6382 (+792 rispetto al giorno prima).

Le persone giunte in Calabria che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 10314 (+487).

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Conte chiude l’Italia, la Santelli chiude la Calabria

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Nella sera di sabato 21 marzo 2020 il premier Giuseppe Conte, durante una diretta Facebook, ha comunicato nuove e più stringenti misure per combattere la diffusione del contagio.

A indurre la decisione di Conte, i dati molto pesanti del contagio forniti come di consueto dalla Protezione civile. 42.681 persone positive al virus. 6.072 le persone guarite e 4.825 quelle morte, di cui 793 nelle ultime 24 ore.

Fino al 3 aprile saranno chiuse tutte le attività produttive che sono ritenute non strategiche e che saranno elencate nel relativo decreto. Ma il Presidente del Consiglio ha chiarito da subito che “continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari”.

“Al di fuori delle attività ritenute essenziali consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale”.

Poche ore dopo questo annuncio, è giunto quello del presidente della Giunta della Regione Calabria, Jole Santelli.

“Ho appena firmato una ordinanza – ha detto – che prevede, con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020, il divieto di ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale.

Si potrà entrare o uscire dalla Calabria solo per spostamenti derivanti da comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali oppure per gravi motivi di salute.

Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni”.

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DPCM CORONAVIRUS: Misure igienico sanitarie

La redazione di Infopinione.it suggerisce anche in questo contenuto che, per il contenimento della diffusione del virus il Governo italiano ha predisposto alcune misure eccezionali con Dpcm del 4 marzo 2020. Qui trovi il suo contenuto nel dettaglio.

Quest’ultimo contiene in allegato le misure igienico sanitarie da adottare e osservare, che qui riportiamo.

Ecco, dunque quali sono queste misure igienico sanitarie che, come era stato largamente anticipato, influiranno molto sulla vita sociale degli italiani.

LAVATI LE MANI

Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.

NO ABBRACCI E STRETTE DI MANO

Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e comunque evitare abbracci, strette di mano e contatti fisici diretti con ogni persona.

TOSSE E STARNUTI

Igiene respiratoria: starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.

Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.

UN METRO DI DISTANZA

Mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro.

BOTTIGLIE E BICCHIERI

Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, anche durante l’attività sportiva.

OCCHI, NASO, BOCCA

Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

FARMACI

Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

PULIZIE

Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

MASCHERINA

Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

Se sei un cittadino calabrese puoi rivolgerti ai numeri utili per l’emergenza che trovi nell’illustrazione qui sotto.

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Disclaimer: questo articolo cita circostanze apprese da fonti ufficiali:


 


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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