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Scalea, imprenditore incatenato: “Io, contento per un diniego”

Protesta terminata: il comune ha risposto con un no alla richiesta di Sassone. “Ora potrò finalmente ricorrere al Tar, ma succede solo in Calabria”.

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SCALEA – “Contento per un diniego. Oggi il Comune di Scalea mi ha ufficialmente negato la concessione balneare. Sono quindi contento di poter finalmente presentare ricorso al Tar. So che è paradossale essere felici per una notizia negativa: ma questa è la Calabria, questa è Scalea”.

Al telefono, Mimmo Sassone ci ha consegnato questo amaro commento.

Questa mattina il segretario comunale di Scalea ha inviato una pec all’avvocato dell’imprenditore balneare scaleoto che si era incatenato al cancello del municipio per sollecitare una risposta dell’ente.

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Quella risposta – come detto – è un no. Il Comune non concede l’autorizzazione ad aprire il suo lido causa tributi non pagati perché – come ci ha raccontato ieri lo stesso Sassone – non ritenuti giusti.

Ora il ricorso al Tribunale amministrativo della Regione Calabria e, dunque, la trafila giuridica per arrivare a una soluzione. Sassone però non si lascia prendere da facili illusioni.

“Per la mia struttura – ci ha detto – l’estate è già finita e purtroppo la perdita di posti di lavoro si concretizzerà.

Prima che il Tar si pronunci passerà tempo, al quale so già di dover aggiungere l’attesa di una rideterminazione del comune, che in questa vicenda ha dimostrato tutta la sua incompetenza e inefficienza.

Di solito i comuni, anche quelli commissariati e disastrati nei conti come Scalea, operano per creare le premesse all’attività imprenditoriale. Qui no – aggiunge amaramente – e non so dire bene perché”.

Chiediamo se sarebbe disponibile ad aprire a stagione turistica in corso: “Lo spirito imprenditoriale che mi contraddistingue – ha risposto – mi fa dire di sì, ma penso che chiunque può capire con quali conseguenze economiche”.

Nel corso delle ore della protesta, Sassone ha incassato la vicinanza di politici e rappresentanti istituzionali.

Il consigliere regionale Antonio De Caprio ha espresso la sua vicinanza e affermato che “il mal funzionamento delle procedure burocratiche ha costretto Mimmo Sassone a considerarsi vittima del sistema. Non può e non deve succedere che un cittadino, ancor più un imprenditore, si senta leso nel sacrosanto diritto al lavoro”.

“Molti altri – ha detto ancora Mimmo Sassone – mi hanno manifestato la loro vicinanza e voglio ringraziarli tutti, in particolare Antonio Giannotti, presidente del Sib Calabria, e l’ex consigliere comunale Francesco Saverio Di Lorenzo, che mi è stato molto vicino”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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