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Scalea, vandali in azione all’Ic Caloprese: divelta recinzione


Coincidenza: nel giardino campus estivo al quale non potranno partecipare i bambini di Santa Domenica Talao per via dello scuolabus incendiato.

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SCALEA – Ignoti hanno forzato la recinzione dell’Istituto comprensivo statale Gregorio Caloprese di Scalea.

Il fatto è avvenuto praticamente negli stessi istanti in cui, nella notte tra giovedì e venerdì scorso, a Santa Domenica Talao un incendio doloso distruggeva alcuni mezzi comunali, tra cui uno scuolabus.

Proprio quest’ultimo, a partire da lunedì prossimo, sarebbe servito per accompagnare i bambini della scuola di Santa Domenica Talao al campus estivo S.c.at.ti, di cui vi abbiamo parlato alcuni giorni fa e che è ospitato proprio all’interno del Caloprese.

Istituto scolastico che, tra l’altro, si trova proprio di fronte al municipio di Scalea e a breve distanza tanto dal comando di polizia municipale quanto dalla caserma dei carabinieri, sede di compagnia.

A segnalarci l’effrazione e la singolare coincidenza è Angelo Serio dell’associazione Gianfrancesco Serio, partner locale del progetto nazionale Scuola, comunità, attivazione, territori, innovazione (Scatti).

Serio è inoltre referente del presidio di Libera “Lucio Ferrami” e l’Ic Caloprese ospita anche lo Spazio futuro di Save the Children, frequentato dai bambini e dalle bambine del Punto Luce.

“Questa coincidenza – dice – deve farci riflettere. Dalla prossima settimana quello scuolabus avrebbe consentito a 22 bambine e bambini di Santa Domenica Talao di aggiungersi al campus estivo.

22 famiglie non vedevano l’ora di far partecipare i loro figli, dopo mesi di attività a distanza e scuole chiuse, ad attività ludico-formative, di educazione ai diritti e alla legalità, a momenti aggregativi, pur nel rispetto delle normative anti Covid, a momenti di didattica laboratoriale e di recupero scolastico.

Santa Domenica Talao, incendio doloso distrugge scuolabus e auto di servizio comunali

Quel che è successo a Scalea è poca cosa rispetto all’incendio di Santa Domenica Talao – aggiunge Angelo Serio –, ma altrettanto rilevante. Evidentemente la forzatura è stata fatta per entrare e fare un ‘sopralluogo‘.

È una coincidenza che nel pomeriggio fosse arrivato un camion dal quale avevamo scaricato mobilio e attrezzature donate da Save the Children per le isole didattiche? Forse quel movimento non era passato inosservato?

Sia Scatti che Spazio futuro e Punto luce sono servizi educativi totalmente gratuiti, che l’associazione Gianfrancesco Serio offre ai bambini del comprensorio grazie a donatori, rispettivamente Con i bambini e Save the Children, e mettendoci il proprio contributo, sia in termini di risorse umane volontarie che di quota cofinanziamento nel caso di Scatti”.

Insomma, in conseguenza del gesto doloso a danno del Comune di Santa Domenica Talao i piccoli alunni del borgo tirrenico non potranno iniziare il campus estivo.

Ma la stessa attività che si svolge a Scalea avrà delle ripercussioni: i volontari del progetto, ogni sera, smonteranno le isole didattiche, portando via tutto il materiale per allestirlo nuovamente il mattino dopo.

“Lo facevamo già – spiega ancora Angelo Serio –, ma ci stavamo giusto chiedendo se tutto questo non fosse inutile. Ci dicevamo: ‘dai, è un campus gratuito per bambini, non ci ruberanno tavoli, sedie e attrezzature’!

Ma la risposta ci è arrivata da quella ringhiera divelta. Continueremo a montare e smontare e sentiremo meno la fatica: perché la rabbia per noi non produce violenza, ma è un sentimento che ci motiva e ci carica.

Per i bambini di Santa Domenica Talao stiamo già trovando soluzioni e, costi quel che costi, li porteremo al campus”.

Infine, Serio espone la riflessione che bisogna trarre, come comunità, da quanto successo.

“Se ancora non lo avessimo capito – dice –, dobbiamo riflettere su quanto la criminalità distrugga diritti, che siano di adulti o di bambini. Nell’ultimo caso fa più rabbia.

In questo momento fare un campus rispettando tutte le procedure di sicurezza è complicato di per sé. Ma lo si fa proprio perché adesso c’è bisogno di tutta la coesione sociale possibile per far fronte a bisogni educativi importanti.

Non siamo poliziotti, né magistrati. Non possiamo indagare né arrestare nessuno. Ma una cosa la possiamo fare: impegnarci ancora di più perché non siano negati diritti sacrosanti dei bambini e delle bambine.

Questo faremo. Sarà il segnale che ad ogni colpo subito può esserci una risposta, una riparazione del danno. Nella speranza che chi compie atti dolosi, chi fa avvertimenti mafiosi, sia non solo punito dalla legge, ma emarginato dalla collettività.

Perché quest’ultima è l’azione decisiva per depotenziare le organizzazioni criminali che fanno terra bruciata dei nostri diritti e dei diritti dei nostri figli”.



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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