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Nel Reggino sequestrate due piantagioni di marijuana


Coltivazioni in pieno centro a Rosarno e in aperta campagna a San Ferdinando. I carabinieri hanno arrestato 4 persone.

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ROSARNO – Due piantagioni di marijuana sono state scoperte dai carabinieri in pieno centro a Rosarno e in contrada Ferraro di San Ferdinando.

Alle operazioni di sequestro che hanno anche condotto ad arresti hanno partecipato i militari della tenenza di Rosarno, della stazione di San Ferdinando, i Cacciatori di Calabria e il nucleo elicotteri di Vibo Valentia.

Rosarno, in pieno centro un “giardino” di marijuana

La prima piantagione si trovava in un giardino in pieno centro cittadino a Rosarno. Circa 100 piante di marijuana dell’altezza media di 80 centimetri e in pieno stato vegetativo erano state messe a dimora.

A occuparsene, era Raffaele Cambria, un 29enne pregiudicato del posto che è stato arrestato con l’accusa di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e posto ai domiciliari dal Gip di Palmi.

I carabinieri della locale stazione lo hanno notato accedere al fondo attraverso un foro nella recinzione, nascosta da alcuni arbusti. L’uomo inaffiava a mano le piante e nell’area sono stati trovati attrezzi per la coltivazione.

Secondo il Ris di Messina, dalla piantagione sequestrata sarebbe stato possibile produrre 5 chilogrammi di marijuana che, se immessa sul mercato, avrebbero fruttato circa 3 mila euro.

San Ferdinando, la marijuana in aperta campagna

In contrada Ferraro di San Ferdinando una piantagione di marijuana è stata scoperta all’interno di un fondo agricolo in disuso, grazie a accertamenti svolti in elicottero dall’Arma.

Su una superficie di circa 1 chilometro quadrato si trovavano 1500 piante di marijuana del tipo “olandese nana”, dell’altezza media di 1 metro circa e in pieno stato vegetativo. L’irrigazione era assicurata da un sistema a goccia alimentato dal vicino fiume Mesima.

L’unico accesso al terreno circondato da mura in pietra e fitta vegetazione era video sorvegliato con un impianto a energia solare.

Al momento dell’irruzione dell’Arma, sul posto erano presenti 3 uomini intenti alla raccolta delle cime, riempiendo diversi sacchi risultati poi del peso di circa 30 chilogrammi.

Sono stati fermati, nonostante il maldestro tentativo di fuga di uno di essi, i rosarnesi Francesco Pronestì, 66 anni, Francesco D’Agostino, 61 anni, entrambi con pregiudizi per reati in materia di sostanze stupefacenti, e Giuseppe Salvatore Chindamo, 23enne incensurato.

Il Gip ha ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per D’Agostino, mentre per Pronestrì e Chindamo la detenzione nel carcere di Palmi. Dovranno rispondere del reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso.

La rivendita al dettaglio dello stupefacente, una volta trattato ed essiccato, avrebbe fruttato circa 800 mila euro, per un quantitativo totale di merce venduta pari a 500 chilogrammi.


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