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White collar, dipendenti statali e professionisti pilotavano le aste


A capo dell’organizzazione un funzionario dell’ufficio del Giudice di Pace di Corigliano Rossano. Coinvolti avvocati e commercialisti.

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CORIGLIANO ROSSANO – Pilotavano le procedure di vendite giudiziarie immobiliari al tribunale di Castrovillari.

Una vera e propria associazione a delinquere è stata colpita oggi da un’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Castrovillari, richiesta dalla locale procura ed eseguita dalla guardia di finanza.

I provvedimenti dell’operazione White collar hanno riguardato 16 soggetti coinvolti a vario titolo e accusati di associazione per delinquere finalizzata alle “turbative d’asta”, corruzione in atti giudiziari, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

Di questi, 9 si trovavano già in carcere e 7 sono stati posti agli arresti domiciliari. Sono complessivamente 48 le persone indagate.

Avevano realizzato un sistema di relazioni con figure professionali, anche in funzione di pubblici ufficiali, che consentiva loro di avere informazioni coperte da segreto e, quindi, pilotare aste immobiliari giudiziarie a favore dei loro “clienti”.

Per ottenere le informazioni arrivavano a corrompere i professionisti che gestivano i procedimenti. Coinvolti dipendenti del giudice di pace, avvocati, commercialisti.

Le indagini

A indagare sono stati i finanzieri della tenenza di Corigliano Calabro su delega della Procura della Repubblica di Castrovillari.

Hanno accertato irregolarità poste in essere da alcuni professionisti delegati e curatori fallimentari nelle procedure di vendite giudiziarie immobiliari.

Il gruppo era attivo sin dal 2017 e operava per conto di “clienti” interessati a prevalere nell’aggiudicazione di beni immobili finiti all’asta.

I clienti richiedevano i loro servizi direttamene, ma in alcuni casi venivano contattati dal dal gruppo, che conosceva procedure e partecipanti alle varie vendite giudiziarie.

Una volta preso il “lavoro” si occupavano di “dissuadere” i potenziali concorrenti

In alcuni casi l’organizzazione si ritrovava a indirizzare l’asta verso uno dei tanti soggetti interessati allo stesso bene e che si erano rivolti a essa.

Le informazioni riservate le ottenevano dai professionisti delegati, dai curatori fallimentari e dai custodi giudiziari e si occupavano anche di raggiungere accordi collusivi con i concorrenti.

Uno degli stratagemmi utilizzati consisteva nel consultare anzitempo i bonifici cauzionali accreditati dai soggetti interessati all’asta sul conto della procedura.

Qui, in particolare, si registrava la compiacenza dei curatori fallimentari o dei professionisti delegati.

Conoscendo le offerte che sarebbero state presentate e i nominativi degli offerenti, avvicinavano i diretti interessati e cercavano un accordo illecito per farli rinunciare.

Il gruppo, i componenti, i ruoli

A capo dell’organizzazione – hanno spiegato gli inquirenti – un cittadino di Corigliano Rossano, dipendente dell’ufficio del Giudice di Pace di Corigliano.

A lui sono stati contestati anche i reati di truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni. In sostanza si allontanava a suo piacimento dal posto di lavoro senza permesso.

Coinvolto poi un avvocato, che aveva il compito di procacciare i clienti, e un agronomo che, grazie a informazioni illegalmente ottenute, proponeva loro i terreni da acquistare all’asta.

Coinvolti inoltre altri 3 avvocati con studi a Corigliano-Rossano che istruivano le offerte e partecipavano su delega alle procedure stesse. Erano loro, inoltre, che reperivano le informazioni coperte da segreto sui partecipanti alle aste.

Colpito da custodia cautelare in carcere anche un 55enne coriglianese, residente a Cassano all’Ionio, gravato da precedente penale di rilievo e già coinvolto in una nota operazione della Dda di Catanzaro contro la ndrina Forastefano.

Il soggetto è risultato artefice di turbamento della regolarità delle procedure d’asta, con minacce rivolte ai controinteressati, ottenendo la rinuncia degli stessi alla partecipazione.


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