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Scuola e Covid-19, sintomi e positività di alunni e personale: cosa fare?


Scuola e Covid. Le risposte ai principali dubbi dei genitori mentre in Calabria e Basilicata ci si prepara alla riapertura delle scuole.

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Cosa succede se un alunno, un insegnante o un bidello presentano sintomi da Covid-19 a scuola o a casa? Se c’è un caso positivo, la scuola chiude? Deve andare in classe il bambino contatto stretto di un caso positivo?

Queste e altre domande attanagliano i genitori (e non solo) in questi giorni in cui è iniziata la scuola o ci si prepara a tornare tra i banchi, come in Calabria e Basilicata.

Gran parte delle risposte si otterranno direttamente nella pratica quotidiana, ma per farsi un’idea bisogna fare riferimento a un documento.

Si tratta di “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Ovvero, delle linee guida sulla materia in questione. (scaricalo qui)

Nell’ambito del rapporto Scuola e Covid, il documento è stato realizzato da un gruppo di lavoro che prevede rappresentanti dell’Istituto superiore di Sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto.

È stato pubblicato lo scorso 21 agosto 2020 e, ancora oggi, è il documento di riferimento.

scuola e covid
Scuola e Covid: il documento (clicca qui e scaricalo)

Si tratta, in sintesi, di un supporto operativo per chi dovrà pendere decisioni, sia a scuola che nelle strutture sanitarie.

Quanto alle risposte ai dubbi di cui parlavamo prima, esso tratteggia degli ipotetici “scenari” scuola e Covid. Ovvero, indicazioni pratiche per gestire eventuali casi e focolai di Covid-19 “in assenza, per il momento – si legge -, di modelli previsionali solidi”. 

Scuola e Covid: il ruolo del Referente scolastico

Ma prima di passare a vedere questi scenari ci soffermiamo su una figura molto importante nella gestione della materia. Ovvero il Referente scolastico per Covid-19

In sostanza è la “prima linea” della catena di gestione degli eventuali casi. Catena che, in seguito, coinvolge i medici (pediatra e/o di medicina generale) e il locale dipartimento di Prevenzione (Aziende sanitarie locali o provinciali).

Deve essere adeguatamente formato e ne deve esistere uno in ogni scuola. Anzi, il documento suggerisce di individuarne uno in ogni “plesso” e non uno per ogni “istituto comprensivo” o “circolo didattico”. 

Solitamente dovrebbe essere il dirigente scolastico stesso e deve necessariamente avere un sostituto già individuato.

Il Referente per il Covid-19 è il collegamento diretto dei genitori, deve interfacciarsi con i pari ruolo delle altre scuole del territorio e, soprattutto, con il dipartimento di Prevenzione locale.

Passiamo ora agli scenari possibili.

Cosa fare se un alunno presenta sintomi riconducibili al Covid-19?

Come si legge sul sito del Ministero della Salute, in una sezione apposita, “I sintomi di Covid-19 nei più piccoli sono spesso assenti o lievi. Tuttavia l’infezione in alcuni casi può comportare lo sviluppo di complicanze o forme cliniche peculiari”.

Ecco i sintomi del Covid-19 (validi anche per i più piccoli seppur in forme lievi).

Sintomi più comuni:

  • febbre
  • tosse secca
  • spossatezza

Sintomi meno comuni:

  • indolenzimento e dolori muscolari
  • mal di gola
  • diarrea
  • congiuntivite
  • mal di testa
  • perdita del gusto o dell’olfatto
  • eruzione cutanea o scolorimento delle dita di piedi o mani

Sintomi gravi:

  • difficoltà respiratoria o fiato corto
  • oppressione o dolore al petto
  • perdita della facoltà di parola o di movimento.

Vediamo ora cosa prevedono le linee guida alla comparsa di questi sintomi. In particolare quello della temperatura corporea alta

Bambino con febbre sopra i 37,5°C o altro sintomo a scuola  

L’operatore scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico deve avvisare il Referente scolastico per Covid-19.

Questo deve telefonare immediatamente ai genitori.

Il bambino viene portato in una stanza dedicata o in un’area di isolamento.

Gli viene misurata la temperatura corporea con termometri che non prevedono il contatto.

Il minore non deve essere mai lasciato da solo e, se la tollera e ha più di 6 anni, deve indossare la mascherina chirurugiva. 

Resta sorvegliato da un adulto (preferibilmente non a rischio per via di malattie croniche) che mantiene la distanza di almeno un metro e indossa la mascherina, al pari di ogni altra persona che entra in contatto con il caso sospetto. Come ad esempio genitori o tutori legali che vanno a scuola per riportarlo a casa.

In assenza di mascherina, l’alunno deve rispettare l’etichetta respiratoria (tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto di carta o nella piega del gomito). Questi fazzoletti dovranno essere riposti dallo stesso alunno, se possibile, ponendoli dentro un sacchetto chiuso.

Pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa.

I genitori devono contattare il pediatra o il medico per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso.

Il pediatra o il medico in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento di Prevenzione Asp.

Il dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico e si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.

Cosa succede in caso di test positivo al Covid-19?

* (torna qui ogni volta che trovi l’asterisco) Se il test è positivo, si notifica il caso e si avvia la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. 

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento. 

Il referente scolastico Covid-19 deve fornire al dipartimento di Prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. 

I contatti stretti individuati dal dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing (ricerca e gestione dei contatti), saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. 

Il dipartimento di Prevenzione deciderà la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.

Se il tampone naso-oro faringeo è negativo, in paziente sospetto per infezione da Sars-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si ripete il test a distanza di 2-3 giorni. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.

In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19 (tampone negativo), il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del medico che redigerà una attestazione che il bambino/studente può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19 di cui sopra e come disposto da documenti nazionali e regionali.

Bambino con febbre sopra i 37,5°C o altro sintomo a casa propria  

L’alunno deve restare a casa.

I genitori devono informare il pediatra o il medico.

Devono comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute.

Il pediatra o il medico, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento di Prevenzione.

Questo, provvede all’esecuzione del test diagnostico e si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.

Il dipartimento provvede inoltre a eseguire il test diagnostico e si procede come nel caso precedente. (*)

Cosa fare se un operatore scolastico presenta sintomi riconducibili al Covid-19?

Per dirigenti scolastici, insegnanti o personale vario le linee guida prevedono accorgimenti specifici, sia che i sintomi si presentino a scuola o al proprio domicilio.

Ovviamente i sintomi di riferimento sono quelli già riportati al paragrafo precedente.

Operatore scolastico con febbre sopra i 37,5°C o altro sintomo in ambito scolastico

Deve indossare una una mascherina chirurgica, allontanarsi dalla struttura, tornare a casa e contattare il proprio medico per la valutazione clinica necessaria. 

Il medico curante valuterà l’eventuale prescrizione del test diagnostico e, in caso di sospetto Covid-19, richiederà tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento di Prevenzione.

Il dipartimento provvede all’esecuzione del test diagnostico e si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti. Inoltre provvede all’esecuzione del test diagnostico e si procede come indicato al (*).

In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19, il medico redigerà una attestazione che l’operatore può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19 di cui al punto precedente e come disposto da documenti nazionali e regionali.

Si sottolinea che gli operatori scolastici hanno una priorità nell’esecuzione dei test diagnostici.

Operatore scolastico con febbre sopra i 37,5°C o altro sintomo a casa propria

L’operatore deve restare a casa, informare il proprio medico e comunicare l’assenza dal lavoro per motivi di salute, con certificato medico.

Il medico, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento di Prevenzione.

Il dipartimento provvede all’esecuzione del test diagnostico e si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti. Inoltre provvede ad eseguire il test diagnostico e si procede come indicato al (*). 

In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19, il medico redigerà una attestazione che l’operatore può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19 di cui al punto precedente e come disposto da documenti nazionali e regionali.

Si sottolinea che gli operatori scolastici hanno una priorità nell’esecuzione dei test diagnostici.

Le linee guida prevedono inoltre accorgimenti in casi di numero elevato di assenze, catene di trasmissione non note e convivenze con casi sospetti. Per queste vi rimandiamo alla lettura del documento, scaricabile cliccando qui.

Alunno o operatore scolastico positivo al Covid-19: cosa fare?

L’altro grande scenario contemplato dalle linee guida è relativo alla eventuale positività al Covid-19 di un alunno, di un dirigente scolastico, insegnante o personale vario. 

La prima conseguenza sarà la necessità di effettuare una sanificazione straordinaria della scuola se sono trascorsi 7 giorni o meno da quando la persona positiva ha visitato o utilizzato la struttura.

Bisognerà inoltre chiudere le aree utilizzate dalla persona positiva fino al completamento della sanificazione, aprire porte e finestre per favorire la circolazione dell’aria nell’ambiente, sanificare (pulire e disinfettare) tutte le aree utilizzate dalla persona positiva, come uffici, aule, mense, bagni e aree comuni.

Poi, ovviamente, bisognerà continuare con la pulizia e la disinfezione ordinaria. 

Fondamentale, in caso di positività, collaborare con il dipartimento di Prevenzione che dovrà occuparsi dell’indagine epidemiologica conseguente al contact tracing. 

Per gli alunni ed il personale scolastico individuati come contatti stretti del caso confermato Covid-19 il dipartimento provvederà alla prescrizione della quarantena per i 14 giorni successivi all’ultima esposizione.

Il Referente scolastico per Covid-19 per agevolare le attività di contact tracing dovrà:

  • fornire l’elenco degli studenti della classe in cui si è verificato il caso confermato;
  • comunicare l’elenco degli insegnati/educatori che hanno svolto l’attività di insegnamento all’interno della classe in cui si è verificato il caso confermato;
  • condividere elementi per la ricostruzione dei contatti stretti avvenuti nelle 48 ore prima della comparsa dei sintomi e quelli avvenuti nei 14 giorni successivi alla comparsa dei sintomi. Per i casi asintomatici, considerare le 48 ore precedenti la raccolta del campione che ha portato alla diagnosi e i 14 giorni successivi alla diagnosi;
  • indicare eventuali alunni/operatori scolastici con fragilità;
  • fornire eventuali elenchi di operatori scolastici e/o alunni assenti.

In quali casi viene chiusa la scuola?

Le linee guida, inoltre, forniscono “Elementi per la valutazione della quarantena dei contatti stretti e della chiusura di una parte o dell’intera scuola”.

Qui, dunque, i genitori degli alunni trovano la risposta a una delle domande principali che li tengono in apprensione in questi giorni.

La valutazione dello stato di contatto stretto è di competenza del dipartimento di Prevenzione e le azioni sono intraprese dopo una valutazione della eventuale esposizione. 

Se un alunno/operatore scolastico risulta positivo al Covid-19, il dipartimento valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti. 

La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal dipartimento in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità. 

Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura, soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata. 

Inoltre, il dipartimento potrà prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica in base alla necessità di definire eventuale circolazione del virus.

Cosa fare in caso di “nessun contatto diretto con un caso”

Si sottolinea che – spiegano le linee guida -, qualora un alunno o un operatore scolastico risultasse contatto stretto di un contatto stretto (ovvero nessun contatto diretto con il caso), non c’è alcuna precauzione da prendere.

A meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici disposti dal dipartimento di Prevenzione e che quest’ultimo abbia accertato una possibile esposizione.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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