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Tortora, Papa chiede che la Procura acquisisca i video dei consigli comunali


La richiesta dopo che il presidente Verusca Lorenzini ha voluto la presenza delle forze dell’ordine alle prossime assemblee.


Chiedo che la Procura della Repubblica di Paola acquisisca le immagini degli ultimi consigli comunali“.

Lo dice Raffaele Papa, consigliere di minoranza del Comune di Tortora, dopo quanto avvenuto nell’ultima seduta dell’assise cittadina.

Ovvero, momenti di tensione con il vicesindaco Biagio Benvenuto, per sedare i quali è intervenuto il presidente del consiglio comunale, Verusca Lorenzini.

Quest’ultima si è ritenuta offesa dal comportamento di Papa e, il giorno dopo, ha scritto alle forze dell’ordine locali per chiederne la presenza nel corso dei prossimi consigli, come abbiamo riportato qui.

Passato un po’ di tempo, ecco la replica del consigliere di minoranza.

“Respingo totalmente l’addebito di gravi comportamenti assunti nonché l’aver rivolto frasi sconvenienti e offensive alla carica istituzionale.

Tutto ciò – dice Papa – non è mai avvenuto. Del resto la mia storia di rispetto delle istituzioni e non solo, lo dimostra chiaramente. Così come ne è effettiva prova il video della diretta diffuso in rete”.

Poi, una serie di puntualizzazioni direttamente rivolte alla Lorenzini.

“Il Consiglio – spiega Papa – è formato da consiglieri ‘uguali’, che non si distinguono per essere di minoranza o di maggioranza, ma rappresentanti istituzionali che hanno stessi diritti e doveri senza differenza.

Nel corso dell’ultima seduta consiliare, per tratti la discussione è stata vivace ed animata e sin dall’inizio sono stato interrotto e ripreso senza alcun motivo da altro consigliere.

Se la situazione è sfuggita di mano la responsabilità è di chi l’ha causata e di chi non ha voluto o saputo gestirla. Ognuno si assuma la personale responsabilità e se i consiglieri di maggioranza escono fuori da righe e regole vanno fermati senza alcuna forma di riverenza e la colpa non può essere attribuita al sottoscritto che ne è invece vittima.

Sono stato il primo a chiedere e più volte il rispetto delle regole sul funzionamento della seduta, trattazione degli argomenti e modalità di intervento.

Sono stato oggetto – prosegue Papa -, come altri consiglieri, di frasi ingiuriose, offensive e di inusuali avvertimenti, ma non c’è stato nessun richiamo nei confronti di coloro che ne sono stati i protagonisti.

E questo era ed è un suo specifico compito che se non si sente di adempiere non ha che da assumere le dovute conseguenze“.

Poi. gli appunti di Raffaele Papa, convergono sul comportamento di altri componenti del consiglio comunale.

“Qualche consigliere – dice – si è permesso persino di mandare a un altro paese chi chiedeva semplicemente rispetto ed a chi, come lo scrivente, specificava importanti questioni ed inadempimenti circa gli argomenti in trattazione, forse perché non in grado di rispondere alle richieste formulate.

Alla fine della seduta – prosegue ancora Papa – mi sono recato da lei per chiarire una frase mal compresa e per esprimere a lei e al segretario comunale la mancanza di qualsiasi volontà offensiva”.

Il consigliere di minoranza ha quindi chiesto che la sua comunicazione venga pubblicata sui canali ufficiali del comune e inoltrata agli altri componenti del consiglio comunale.

“Diversamente – aggiunge quindi Papa -, potrei essere indotto a pensare ad altri fini che nel caso provvederò a specificare in altre sedi a tutela della mia reputazione personale e politica.

Si deduce che la mia attività politico-amministrativa dà fastidio e forse si vorrebbe zittirmi. Del resto, da tempo sono state presentate delle specifiche richieste che attendono risposte e il non darle equivale ad omissione e abuso di potere“.

Infine, ecco nel dettaglio la richiesta alla Procura della Repubblica di Paola, aggiunta all’elenco dei destinatari della comunicazione.

“Chiedo al procuratore – scrive Papa – di disporre l’acquisizione del video diretta Facebook, trasmesso dal profilo istituzionale del Comune di Tortora, sia della seduta del 20 dicembre 2020 che di quella del 30 novembre.

Ciò al fine di verificare se ci sono ingiurie, offese e comportamenti fuori dalle regole e a carico di chi”.


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