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Casa Covid degli orrori a Marsicovetere, i dettagli degli arresti


Ecco chi sono i due imprenditori lucani che lucravano sulle spalle di anziani e lavoratori mentre nelle strutture impazzava il Covid-19.


Nicola Ramagnano e Romina Varallo.

Sono loro i due arrestati questa mattina dai carabinieri del Nas per reati commessi nella gestione di alcune strutture di accoglienza per anziani della provincia di Potenza.

In particolare in quella di Mariscovetere, dove ha sede la “Casa Covid” che ha dato nome all’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza.

49 anni lui, 44 lei, sono entrambi soci della Casa alloggio Ramagnano Nicola dove si sono verificati 18 decessi legati al Coronavirus a partire dal settembre dell’anno scorso.

Altre 5 morti, sempre accertate dagli inquirenti, si sono verificate nella “San Giuseppe” di Brienza.

Per questi motivi, i due amministratori sono accusati dei reati di pandemia colposa e omicidio colposo in concorso.

Le indagini sono partite dalla morte sospetta di una anziana, risultata positiva al Covid-19 post-mortem, avvenuta a Mariscovetere.

I Nas di Potenza e i carabinieri di Viggiano hanno accertato nella “Ramganano Nicola” l’esistenza di un focolaio che coinvolgeva quasi tutti gli ospiti e gli operatori sanitari della struttura.

Da qui, un’anziana contagiata è stata trasferita in quella di Brienza abusivamente. Nonostante nella struttura di provenienza fosse già esploso un allarmante focolaio, l’ospite non è stata sottoposta a tampone prima del trasferimento.

Ed è così – spiegano ancora i Nas – che il contagio è stato esportato nella San Giuseppe.

La struttura di Mariscovetere è stata ritenuta dai Nas inadeguata e al suo interno gli amministratori avrebbero ospitato oltre il doppio delle persone consentite, 49 invece di 22.

Per accertare il numero preciso di persone “stipate” nella casa di riposo i carabinieri hanno faticato, per via della “sistematica falsificazione della documentazione di registrazione in entrata e uscita”.

Pur di trovare spazio ad altri anziani, alcuni pazienti erano stati sistemati in un locale adibito a sala mortuaria.

Gli amministratori avrebbero inoltre risparmiato sulle misure anti contagio, tanto che persino il personale era sprovvisto di dispositivi di protezione individuale, se non a spese proprie.

Tuttto – sostengono i Nas – in nome del profitto economico.

Non soddisfatti, dopo il sequestro della “Ramagnano Nicola” di Mariscovetere, i due imprenditori hanno attivato abusivamente altre due strutture di accoglienza, poi individuate e chiuse.

E al peggio non c’è fine. Nicola Ramagnano è anche accusato di circonvenzione di incapace. Si sarebbe infatti fatto intestare il patrimonio da un anziano ospite, approfittando della sua infermità mentale.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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