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Gli spari a Cetraro hanno svegliato i sindaci del Tirreno


OPINIONE ||| Gli stessi primi cittadini che hanno rovinato il territorio hanno preso la parola, dice il giornalista Francesco Cirillo.


DI FRANCESCO CIRILLO*

Quel colpo di pistola, ha svegliato i sindaci del Tirreno cosentino.

Quegli stessi sindaci che hanno determinato l’affossamento del Tirreno cosentino, sono accorsi subito al suo capezzale richiamati da qualche colpo di pistola.

Si sono alzati di mattina presto, hanno indossato le lucide fasce tricolore e si sono messi in fila davanti ad un microfono per recitare la solita ipocrita cantilena che sentiamo ogni volta che succede un fatto come questo.

Problematiche che questi sindaci con la fascia tricolore, quando gli conviene fanno finta di non vedere e nascondere, lasciando soli per strada carabinieri, forze dell’ordine e cittadini onesti.  

Questi sindaci, sono gli stessi che hanno nascosto i rifiuti tossici nella Marlane di Praia a Mare e che hanno negato la morte per tumore di centinaia di operai e operaie.

Che hanno negato la presenza della Nave dei veleni Cunsky nel mare di Cetraro affondata dal clan Muto, lo stesso che dicono di combattere.

Che hanno truffato l’Europa facendo credere di costruire un’Aviosuperfice a Scalea spacciandola per aeroporto e poi abbandonarlo dopo aver sperperato 25 miliardi di vecchie lire.

Che hanno deturpato le nostre spiagge e scogliere per costruire villaggi turistici estirpando cedriere, uliveti, vigneti.

Sono gli stessi sindaci che non sono riusciti a costruire in venti anni il porto a Diamante, che non sanno far funzionare un tesoro grande come le Terme Luigiane, che nulla hanno fatto per non far chiudere la Marlane, la Foderauto, la Emiliana Tessile, la Firrao, la Lini e Lane, buttando per strada migliaia di lavoratori e lavoratrici.

Che non sanno far funzionare i depuratori inquinando il mare ogni estate, che non hanno saputo difendere la sanità pubblica e gli ospedali di Praia a Mare, Paola, Cetraro, Scalea, sperperando migliaia e migliaia di lire e di euro, aiutando le cliniche private a fare soldi a palate, costringendo centinaia di malati di tumore ad espatriare in altre regioni.

Sono gli stessi sindaci che non hanno saputo costruire una statale lungo la costa mandando al massacro su una mulattiera, chiamata Ss 18, centinaia di automobilisti.

E sempre loro hanno fatto chiudere decine di stazioni ferroviarie alimentando il trasporto privato. Gli stessi sindaci che dispensano licenze edilizie a speculatori e cementificatori, che vendono pezzi di spiagge e terreni demaniali a privati, che aiutano l’abusivismo, che chiudono gli occhi davanti al malaffare esistente nei loro stessi uffici comunali.

Gli stessi sindaci che hanno dimenticato Giannino Losardo, assassinato a Cetraro nel 1980, e che hanno trafficato con quella magistratura corrotta che ha determinato il diffondersi e il radicamento delle cosche mafiose.

Nessun sindaco ha mai pagato per tutto questo, nessun magistrato ha mai indagato su questo mondo politico corrotto che ha ridotto il Tirreno cosentino ad una grande mangiatoia, nella quale ha diritto di esistere, vivere, respirare, lavorare solo chi è nell’ingranaggio e ne accetta le regole, che sono quelle del malaffare e della collusione.

Certamente qualche sindaco che resiste c’è, si è distinto il sindaco di Santa Maria, Ugo Vetere, amministratori giovani ce ne sono come quelli da poco eletti di Scalea, qualche magistrato che vorrebbe approfondire c’è pure, e ci sono anche opposizioni ed associazioni che si danno da fare, ma non bastano.

Non bastano, fino a quando questi stessi sindaci, eletti dal popolo, continuano ad esistere e ripetere le stesse ipocrisie ingannando e mentendo nel silenzio dei tanti.

Quei colpi di pistola dovrebbero svegliare noi tutti per primi  che continuiamo a dormire sonni tranquilli.

*giornalista         

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