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Praia a Mare, la “Sosta di Cortesia” contro il problema multe sulle Strisce Blu


La proposta del consigliere Antonino De Lorenzo che chiede un gesto di buon senso un un periodo di ristrettezze economiche.


15 minuti di tolleranza per la sosta sulle strisce blu nelle vie del commercio di Praia a Mare.

Questa proposta sarà avanzata nei prossimi giorni da Antonino De Lorenzo, consigliere di minoranza, alla società affidataria del servizio Strisce blu nel centro rivierasco.

“Penso a una ‘Sosta di cortesia‘ della durata di 15 minuti, tempo utile a effettuare degli acquisti e trascorso il quale sarà poi giusto multare per evitare che si abusi di questa gentilezza.

Si potrebbe integrare nel contratto, ma con un po’ di buon senso la ditta potrebbe anche adottarla autonomamente, di propria iniziativa come incentivo commerciale nei confronti degli utenti, per venire loro incontro in questo momento difficile”.

Sono giorni di polemiche a Praia a Mare a seguito dell’aumento di multe nelle aree dei parcheggi a pagamento. Questo regime sanzionatorio – è stato fatto notare – è mal digerito in un periodo di crisi economica che rende difficile di per sé effettuare compere.

“Non giova ai destinatari delle sanzioni, ovviamente – approfondisce De Lorenzo –, ma a dirla tutta è un atteggiamento deleterio anche per l’affidatario.

In questo modo disabitua gli utenti ad avvalersi del servizio, ponendo i propri dipendenti in una posizione scomoda e non semplice da gestire.

Ovviamente colpisce i commercianti, che stanno mandando avanti le loro attività tra restrizioni e contrazione del volume di affari.

Difficoltà che – aggiunge – dovrebbero essere a conoscenza di chiunque. Basti pensare che per il commercio locale quello appena trascorso è stato il secondo periodo di festività pasquale consecutivo senza turisti.

Di contro abbiamo però un’amministrazione comunale che esige pagamenti come se fossimo in tempo di prosperità, nonostante le eventuali sofferenze per le casse comunale siano coperte dai ristori governativi.

Insomma, l’ente pubblico è in una condizione che è estranea a gran parte dei cittadini. È un po’ come se in una metaforica famiglia il padre si ingozzasse di cibo mentre i figli muoiono di fame”.

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