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Praia a Mare, Praticò: “Nessuna ombra sul depuratore comunale”


Il sindaco mostra gli esiti dei controlli Arpacal sull’impianto cittadino e invita l’associazione Mare pulito a informarsi bene.


Nessuno può mettere in discussione la gestione del depuratore comunale di Praia a Mare o la trasparenza dovuta per legge sui dati della stessa e sullo smaltimento dei fanghi prodotti.

La pensa così Antonio Praticò, sindaco di Praia a Mare, che ha contattato la redazione per fornire alcune precisazioni dopo il botta e risposta con l’associazione Mare Pulito – Salviamo il Tirreno cosentino.

Come reso da queste pagine, Praia a Mare, per mezzo del primo cittadino, è l’unico comune che ha deciso di non aderire al Protocollo d’intesa per la salvaguardia e la tutela del mare, specificando in un documento le motivazioni di questa scelta.

“Invito l’associazione e chiunque lo volesse a un confronto pubblico sul tema trattato – dice Praticò – oltre ad accertarsi e informarsi circa le verità e lo stato dei fatti, anche facendo una ricerca sull’intero territorio calabrese”.

Un dibattito sul tema si è svolto lo scorso 26 febbraio, in diretta streaming su Facebook per consentire la partecipazione dei cittadini, alla presenza di sindaci del territorio e rappresentanti sovracomunali.

“Solo negli ultimi 3 anni – proseguePraticò -, il Comune di Praia a Mare ha speso 270 mila euro per lo smaltimento dei fanghi e per il trasporto degli stessi.

Depositerò nelle sedi preposte a mia difesa contro le calunnie le relazioni dell’Arpacal sul nostro depuratore.

In quella del 12 febbraio 2021, l’ultima in ordine cronologico, è possibile senza problemi rendersi conto dell’operato dell’ente, fatto di rispetto e tutela dell’ambiente e della comunità amministrata.

Parlo – ha concluso Antonio Praticò – di verifiche svolte da chi ha realmente competenze e controllo sulla gestione della depurazione”.

La relazione Arpacal sul depuratore praiese citata dal sindaco è stata redatta da Aldo Borzillo del dipartimento di Cosenza.

Il controllo ha riguardato l’accertamento del ciclo di trattamento dei reflui attraverso tre linee distinte, due per la capacità di 20mila abitante equivalente (AE) l’una. La terza linea ha invece capacità indicata tra i 10 mila e i 15 mila Ae.

Sono state poi passate al vaglio le attrezzature, i macchinari e i relativi processi e trattamenti dei liquami fino alla fase della produzione di rifiuti solidi destinati allo smaltimento o al recupero.

Controllato anche il documento sul quale sono annotate tutte le operazioni di produzione, trasporto, intermediazione, recupero o smaltimento rifiuti speciali. Ovvero il registro di carico e scarico “che risulta correttamente compilato”, scrive l’Arpacal.

Annotata nel verbale anche la circostanza dell’autonomia energetica dell’impianto comunale, grazie alla presenza di un gruppo elettrogeno di continuità e di un impianto fotovoltaico.

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About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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