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San Sago, alla Regione Calabria l’ultima parola


Solo la Cittadella può concedere l’autorizzazione ambientale per la ripresa delle attività nell’impianto vicino al fiume Noce.


L’impianto di trattamento rifiuti di località San Sago di Tortora potrà riprendere le attività solo se la Regione Calabria concederà l’Autorizzazione integrale ambientale.

È quanto emerge dopo che ieri si è appreso che, di recente, la proprietà del sito ha ottenuto dalla Basilicata parere favorevole sulla valutazione di incidenza ambientale richiesta.

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La notizia, lanciata da queste pagine e ripresa da altri organi di informazione, suscita le prime reazioni, tra cui quella del Comune di Tortora.

L’ente ha stilato una relazione sull’intera vicenda e l’ha inclusa in una comunicazione spedita a Sergio De Carpio, capitano Ultimo, assessore all’Ambiente della Regione Calabria.

Con essa si chiede “l’avvio di un procedimento per la revoca delle autorizzazioni o una procedura di riesame“.

Nella relazione il Comune di Tortora ricorda come l’impianto in questione sia stato oggetto di sequestri da parte dell’autorità giudiziaria a seguito dell’accertamento di reati ambientali.

Particolare attenzione è sempre stata dedicata allo scarico dei reflui nel vicino torrente Pizinno. Questo corso d’acqua confluisce nel fiume Noce che, a sua volta, sfocia in mare: nel Tirreno cosentino.

Inoltre, l’ente sottolinea un altro dato. Dal 1988, anno della sua entrata in funzione, le dimensioni dell’impianto stesso sono via via aumentate.

E lo si evince dalle autorizzazioni stesse – riporta il comune -: dai circa 6mila metri quadrati di superficie nel 2005 si è arrivati ai 7mila 250 di quattro anni dopo, per poi tornare ai 6mila 200 riportati nel recente parere favorevole della Regione Basilicata, di cui 370 metri quadrati di fabbricati.

Il Comune di Tortora, dunque, ritiene che il giudizio di compatibilità ambientale sia stato espresso su un impianto esistente con caratteristiche diverse da quelle risultanti dalle autorizzazioni in mano alla proprietà, compresa la Vinca ottenuta di recente.

Un impianto – sempre l’ente – che negli anni si è ampliato, con nuove vasche e altre strutture che non sono state oggetto di titoli concessori edilizi che soltanto il comune può rilasciare.

E non è finita. Secondo il Comune di Tortora nelle autorizzazioni degli anni passati non si è tenuto conto dei vincoli esistenti sull’area. Oltre a quelli di natura ambientale in relazione alle aree protette circostanti, anche quelli sismico e idrogeologico.

Ora, dunque, la palla passa alla Regione Calabria che, in definitiva, dovrà decidere se consentire, dopo circa 8 anni, che in quell’area vengano di nuovo trattati rifiuti liquidi pericolosi e non.

Tra questi, l’impianto è ritenuto idoneo al trattamento di percolati prodotti dagli impianti di discarica.

Inoltre, rifiuti speciali prodotti dall’industria tessile, chimica, meccanica, conciaria, del legno, dei detersivi oltre che da attività quali macelli, lavanderie industriali, tintorie e stamperie.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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