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Il rilancio della sanità calabrese in quattro punti


Le proposte di Sergio Aquino, candidato al consiglio regionale nella circoscrizione Nord a sostegno di Luigi De Magistris presidente.

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Fine immediata di ogni commissariamento, azzeramento del debito sanitario, niente politici con interessi nella sanità, rivisitazione dei rapporti con la sanità privata, riorganizzazione della rete territoriale“.

Questi sono i punti imprescindibili per la rinascita della sanità in Calabria, secondo Sergio Aquino, candidato al consiglio regionale della Calabria con De Magistris presidente.

“Non sono semplici slogan, ma vie percorribili – prosegue -. E vi spiego perché.

Sono undici anni che la Calabria è commissariata, anni di mancati obiettivi, fallimenti, richiami e numeri che non tornano. È arrivato il momento di restituire la gestione della sanità ai calabresi.

Se è stato possibile per la Campania si può fare anche in Calabria.

L’azzeramento del debito sanitario si può fare, si deve fare. A chi obietta che non è possibile dovremmo ricordare che è stato possibile risanare le casse del Comune di Reggio Calabria da un debito monstre per evitarne il dissesto ed è stato spalmato in 82 anni il ladrocinio di 49 milioni di euro della Lega Nord.

Come mai non si può trovare una soluzione per evitare il default sanitario della Calabria? Siamo seri, il problema è la volontà politica.

Inoltre, via i politici con interessi nella sanità. Non permetteremo più agli imprenditori della sanità privata di sedere nei ruoli di comando e in una posizione di chiaro conflitto d’interesse in consiglio regionale.

La sanità privata dovrà essere distinta dalla sanità pubblica. Basta sovrapposizioni: il suo ruolo dovrà essere suppletivo e non sostitutivo. Ecco perché andrà rivisto il sistema degli accreditamenti con un incremento di monitoraggi e controlli delle prestazioni erogate.

La riorganizzazione della rete territoriale sarà fondamentale per rimettere a sistema l’intero comparto.

La Calabria ha le professionalità per garantire tutte quelle prestazioni sanitarie oggi demandate ai viaggi della speranza e all’emigrazione sanitaria che ci costa oltre 300 milioni di euro tanto.

E’ necessario sbloccare il turn over e valorizzare i servizi sul territorio per non delegare tutta la domanda di salute dei cittadini agli ospedali.

Anche la rete ospedaliera dovrà essere rivista: nessuna chiusura di presidi ma, strutture Hub con specializzazioni di eccellenza.

Per fare tutto questo serve una classe politica e dirigenziale capace di programmare e vedere oltre l’ordinaria amministrazione. Non basta la forza e la lungimiranza dei singoli ma serve uno sforzo collettivo.

Come hanno dimostrato gli operatori sanitari e gli infermieri in quest’anno di lotta al Covid, solo insieme possiamo evitare che la Calabria continui a sprofondare”.


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