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Praia a Mare, chiesta modifica del regolamento turistico comunale


Accessi e spostamenti dei turisti: il consigliere De Lorenzo si rivolge alla maggioranza auspicando scelte a favore del turismo.


Il regolamento per l’accesso dei turisti alle strutture ricettive, agli immobili di proprietà o in affitto e per la comunicazione degli spostamenti va immediatamente modificato.

Ne è convinto Antonino De Lorenzo, consigliere di opposizione del Comune di Praia a Mare.

La proposta è avanzata “per eliminare storture che, secondo il mio modesto parere – scrive in un comunicato stampa -, non apportano nessun valore al controllo necessario per gestire l’emergenza Covid-19. Anzi, mostrano la carenza di una visione definita sulla ripresa delle attività”.

Anche questo aspetto ha trovato posto nella corposa interrogazione consegnata nei giorni scorsi ai componenti della maggioranza allo scopo di chiarire le politiche amministrative che intendono perseguire, avendo deciso di continuare a governare dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato l’ente.

Il riferimento è alla ben nota inchiesta circa presunte irregolarità su bandi e concorsi pubblici denominata Amici in Comune che, in particolare, ha interessato il sindaco Antonio Praticò, destinatario di misura cautelare degli arresti domiciliari da parte del Gip di Paola e, di conseguenza, sospeso dalla carica su decisione del prefetto di Cosenza.

C’è il rischio che il regolamento approvato in consiglio comunale lo scorso 12 maggio rappresenti uno spauracchio per i turisti, soprattutto in merito agli articoli più controversi.

Antonino De Lorenzo

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Discrimina i vacanzieri – spiega De Lorenzo –, catalogandoli in base alla soluzione ricettiva scelta.

Chi, ad esempio, opterà per un hotel non avrà obbligo di registrazione preventiva. Al contrario, chi sceglierà una seconda casa o un appartamento ammobiliato per uso turistico dovrà comunicare il proprio arrivo cinque giorni prima.

Questa disparità da cosa dipende? I turisti o i nostri ospiti non sono tutti uguali? Credo sia necessario uniformare le procedure, dando pari dignità ai soggetti in questione”.

Anche l’articolo 3, dedicato alle seconde case, merita attenzione perché prevede che in questa tipologia di soluzione turistica “potranno soggiornare solo i nuclei familiari.

Trovo imbarazzante un regolamento che vieta agli amici di abitare una casa insieme. È una limitazione assurda della proprietà privata di soggetti che pagano i tributi per tutto l’anno e che sono stati sottoposti a forti limitazioni della libertà per un lungo periodo”.

Anche l’articolo successivo del regolamento sarebbe viziato da disparità di trattamento, secondo l’analisi di De Lorenzo perché “impone l’obbligo – spiega – di non utilizzare gli appartamenti in locazione turistica nelle 24 ore successive alla sanificazione.

Pensate se un albergo, dopo la sanificazione dovesse attendere 24 ore per poter dare la camera al proprio cliente! Si paralizzerebbe l’attività alberghiera.

Anche questo articolo andrebbe modificato, imponendo la sanificazione secondo i dettami del Ministero della Salute atti a garantire la massima igiene e sicurezza sanitaria.

Una sostituzione di tali pratiche sarebbe vessatoria e assolutamente distorsiva delle dinamiche di mercato”.

Oltre alle modifiche al regolamento richieste, il consigliere De Lorenzo propone che lo stesso venga reso chiaro e diffuso in maniera adeguata.

L’inizio della stagione turistica è infatti imminente e “si sarebbe dovuto fare tesoro dei problemi generati l’anno precedente dalle regole imposte dal comune per regolare le presenze in era Covid-19”.

De Lorenzo sostiene che la domanda di chiarezza sulle modalità da adottare quest’anno è già stata manifestata da diversi vacanzieri abituali, oltre a rappresentare un elemento imprescindibile per uno dei settori più importanti nell’economia della nota località turistica.

“Mentre l’anno scorso ci si è impegnati per tenere lontano i nostri turisti in ogni modo, oggi tutto tace” dichiara il consigliere per poi ricordare che “il comune ha speso ben 7.000 euro per acquistare una piattaforma denominata Accessi Covid che, almeno fino ad oggi, non è stata impiantata e, con tutta probabilità, non lo sarà mai dando origine all’ennesimo spreco”.


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