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San Sago, Regione Basilicata: nessun annullamento della Valutazione ambientale


Sull’impianto di smaltimento rifiuti in territorio calabrese Potenza rimbalza le pretese del territorio, “ma faremo un approfondimento”.

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Nessun annullamento della Valutazione di incidenza ambientale sull’impianto di San Sago.

La Regione Basilicata ha deciso di rimbalzare le richieste provenienti dal territorio interessato dall’impianto di trattamento rifiuti pericolosi in territorio calabrese, ma che riguarda anche buona parte del Lagonegrese.

Si ritiene che a oggi non sussistano le condizioni per procedere all’annullamento o revoca del parere di Valutazione di incidenza espresso“, fa sapere con una nota il dipartimento Ambiente e energia della Regione Basilicata.

Che poi aggiunge: “Anche in considerazione delle preoccupazioni espresse dal presidente Vito Bardi e dall’assessore Gianni Rosa, oltre che da diverse altre amministrazioni comunali, si farà immediatamente promotore dell’esecuzione di un approfondito studio e di una attività di monitoraggio.

Entrambi, volti a verificare la sussistenza di emergenze ambientali che comportino incidenze significative sul Sito comunitario, con il coinvolgimento delle due agenzie regionali di protezione ambientale e delle istituzioni interessate.

Le risultanze di tale studio forniranno elementi certi per l’adozione di eventuali misure correttive o di annullamento o revoca del provvedimento rilasciato”.

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La responsabilità di questa scelta è a firma del dirigente generale del dipartimento stesso, Giuseppe Galante, che ha quindi risposto con un “No”, a quanto aveva chiesto il sindaco di Tortora, Toni Iorio.

Non risultano corrette le considerazioni svolte dal sindaco – dice Galante – riguardo alla presunta incompetenza, illogicità e alla violazione di legge che a suo parere avrebbero caratterizzato il provvedimento della Regione Basilicata.

Dalla documentazione esistente non viene evidenziata alcuna criticità ambientale da addebitare all’impianto in questione”.

Va ricordato che l’impianto in questione è rimasto fermo fino ad oggi a seguito del sequestro disposto dall’autorità giudiziaria calabrese nel 2013 ed eseguito dalla guardia di finanza cosentina che ha contestato la commissione di reati ambientali.

“Sul piano amministrativo – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa – posso assicurare che gli uffici competenti ha lavorato nel rigoroso rispetto delle norme.

Nonostante questo, come governo regionale, raccogliendo le numerose sollecitazioni pervenute da associazioni ed enti locali, e in una logica di positivo confronto con il territorio, riteniamo doveroso svolgere ulteriori approfondimenti, all’esito dei quali i nostri uffici adotteranno nella loro piena autonomia i provvedimenti conseguenti.

Una corretta politica di tutela ambientale è anche questo: saper ascoltare i territori, riconoscere le competenze e le prerogative di tutti i soggetti interessati e fare sintesi attraverso scelte condivise e adottate nell’interesse della comunità”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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