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Riforma sanità territoriale, le indicazioni dalla prima bozza


Le idee di Agenas. Si parla di un distretto con ospedali veri ogni 100 mila abitanti. Possibile rivoluzione per il Tirreno cosentino?


Un distretto socio sanitario ogni 100 mila abitanti con sostanziali novità per territori, come il Tirreno cosentino, martoriati dalla chiusura e dal depotenziamento delle strutture pubbliche.

Soltanto una ipotesi, ma perlomeno sulla carta, nero su bianco.

Il riferimento è alla bozza di riforma dell’assistenza territoriale, redatta tenendo conto del nuovo Patto per la Salute e delle indicazioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Un documento prodotto dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e che ora passa all’esame della Cabina di Regia per il Patto per la Salute.

Ecco, in sintesi, cosa prevede e soprattutto cosa deve esserci dentro un distretto socio sanitario ogni 100 mila abitanti.

  • Minimo 4 Case della Comunità, di cui 1 Hub aperto h24 tutta la settimana e 3 Spoke;
  • 1 servizio Usca;
  • 2 ospedali di Comunità;
  • 1 Hospice;
  • 1 Centrale operativa territoriale.
  • Rete digitale;
  • Numero Verde;
  • 1 Infermiere di Comunità ogni 2.000-2.500 abitanti.

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Si ragiona quindi su questo modello che, se andasse a buon fine, dovrebbe poi essere gestito dalle Regioni, con un margine di libertà ancora da definire.

Un elemento, ad esempio, che potrebbe influenzare le scelte è la conformazione orografica dei territori da includere nei distretti.

In attesa che si concretizzi questo modello, è possibile guardare al già esistente distretto sanitario Tirreno cosentino dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

Per esso, questa riforma rivoluzionerebbe il sanguinoso percorso di spoliazione che ha interessato praticamente tutte le strutture sanitarie presenti.

Distretto Tirreno che, abitante più abitante meno, possiede già le caratteristiche delle future organizzazioni in termini di popolazione.

distretto sanitario tirreno asp cosenza comuni
fonte: Asp.cosenza.it

In questo distretto sono presenti diverse strutture sanitarie, a partire dall’attuale Spoke con gli ospedali riuniti di Paola e Cetraro e l’ospedale o ex tale di Praia a Mare.

Ma c’è anche il Poliambulatorio di Scalea, pronto a lavori strutturali per riottenere l’agibilità e opera perennemente incompiuta.

A questi edifici vanno poi aggiunte le sedi di servizi sanitari dislocate in alcuni degli altri comuni, soprattutto per prestazioni ambulatoriali come ad Amantea e Diamante.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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