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Scalea, Eugenio Orrico: “Perrotta e i suoi vadano a casa”


Non solo rifiuti. Cattiva gestione di servizio idrico, casi Covid in aumento e mare sporco. Chieste le dimissioni dell’esecutivo.

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Questa amministrazione capeggiata dal sindaco Giacomo Perrotta ha fallito, per cui ne chiedo le dimissioni”.

Ad affermarlo è il consigliere comunale di opposizione al Comune di Scalea,
Eugenio Orrico.

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“A Scalea – sostiene – non esiste solo l’emergenza rifiuti sotto la quale la città affoga.

Da qualche giorno i numerosi abitanti di località Piano Grande sono senza acqua e in un momento particolare con i casi di Covid in aumento, questa situazione risulta essere grave ed insostenibile.

Le condizioni delle acque del mare sono pessime tanto che numerosi turisti hanno dichiarato sui social di voler vendere casa.

Nei mesi di luglio e agosto, non si sono mai visti i canali che sfociano a mare con alti canneti e ricca vegetazione.

Un vero degrado ambientale che dà una brutta immagine alla località più bella e importante dell’Alto Tirreno cosentino.

Eppure – continua Orrico – questi, sono sempre stati i problemi impellenti di Scalea e questa amministrazione comunale, essendosi insediata quasi un anno fa, li doveva affrontare con il massimo impegno.

Invece, l’attuale situazione che stiamo vivendo ci fa chiaramente capire
l’incapacità politica di risolvere i problemi da parte di coloro che si dichiaravano la ‘Nuova Era’.

Per il bene del paese dimettetevi – afferma ancora Orrico -.

Nell’arco di un anno, avete solo realizzato strisce bianche e blu. Qualche strada è stata asfaltata grazie all’impegno del commissario e della passata
amministrazione, compresa la sistemazione di alcuni tratti e molti altri versano in pessime condizioni.

Sono state molte le criticità segnalate nei mesi scorsi come ad esempio la palma secca nel centro storico davanti al museo e i ponticelli che collegano il marciapiede su Corso Mediterraneo diventati un vero pericolo per i pedoni.

Suggerimenti mai presi in considerazione. La migliore decisione – conclude Eugenio Orrico – è lasciare la poltrona, ma non ne avete il coraggio”.


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