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Paola, critiche alla Giunta sulla gestione della Tassa sui rifiuti


Rete dei beni comuni contesta l’aumento della Tari e l’assenza di sgravi ai cittadini imputandoli al sindaco Perrotta e al consulente Penna.

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Il costo della Tari a Paola è passato da circa 3 milioni di euro del 2019 a 3.265.000 euro del 2021, ma né il sindaco né il suo esperto alter-ego sono riusciti a fare un semplice calcolo matematico per capacitarsi che c’è un aumento di circa 200 mila euro oltre ai conguagli del 2020”.

Rete dei beni comuni, gruppo di minoranza, interviene sull’aumento del costo del conferimento in discarica che non arriva dall’alto “ma è stato deliberato dall’Ato, nel quale il Comune di Paola è presente con un suo rappresentante.

Il sindaco Roberto Perrotta – fanno sapere in una nota – potrebbe chiedere spiegazione alla Regione Calabria dei motivi per cui l’Ato viene continuamente bacchettato e commissariato.

Invece si preferisce tacere, così come nulla viene detto sulla possibilità e necessità di rimodulare un contratto sovrastimato del 33%”.

Francesco Giglio rete dei beni comuni
Francesco Giglio, consigliere di Rete dei beni comuni

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Capitolo cooperative: si richiama l’attenzione sulle ultime determinazioni presenti nell’albo pretorio, con le quali si continuano a prorogare i servizi di manutenzione, quelli cimiteriali, di decoro e verde urbano oltre che allo spazzamento.

“Il costo è inserito illegittimamente nella tariffa rifiuti, pur essendo consapevoli che per legge non può essere inserito nella Tari, risultando documentalmente insufficiente l’importo in bilancio di 120mila euro per tutte le cooperative che non si occupano di spazzamento, laddove nella tariffa rifiuti per le sole dedicate allo spazzamento si spendono oltre 800mila euro”.

Tutto documentato dalle delibere che allega il movimento. A ciò si aggiunga che Rbc ha presentato una richiesta di documentazione – ancora non riscontrata – per segnalare tutto ad Area.

Rete dei beni comuni si chiede quindi “a che punto sono i tavoli di concertazione per restituire i 3 milioni di bollette d’oro per il servizio idrico ai cittadini?

Il consulente del sindaco, Penna si preoccupi di questo – incalza il gruppo consiliare -. Non è un assessore di questo ente, non ricopre un ruolo politico e pertanto o ci si attiene alla verità oggettiva o si rischiano solo pessime figure.

Ricordiamo a lui che in consiglio comunale, dove l’ultima volta ha preteso di sedersi tra i banchi della giunta per tutta la durata del consiglio pur essendo un consulente esterno, che è stato proprio lui a riferire che gli sgravi non sono stati inseriti nella Tari in quanto operazione che avrebbero fatto in sede di approvazione di bilancio.

Ovvero in quel documento fondamentale che avrebbero dovuto approvare entro il 31 luglio scorso”.

E ancora sugli sgravi: “Sono concessi dallo Stato e non dal comune che, nonostante i milioni in più ricevuti rispetto agli altri anni, non ha concesso un euro di riduzioni, pubblicizzando in malo modo una richiesta per sgravio in prossimità del termine di scadenza, demandando non si sa bene a chi e come la determinazione della percentuale degli sgravi e le categorie beneficiarie.

A verifica di ciò, è sufficiente chiedere quanti commercianti, quante famiglie, hanno beneficiato delle riduzioni Tari disposte dallo Stato, che dovevano essere riconosciute in automatico e senza necessità di inoltrare alcuna domanda al comune. Questo ha stabilito la legge”.

Nuove interrogazioni sono state quindi presentate da Rbc.


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