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Carcere, la Regione Calabria promuova le Coop di tipo B


Appello dell’avvocato penalista Sabrina Mannarino dopo la visita ferragostana al penitenziario di Paola per l’Ucpi.


“Il riscatto dalla mafia passa attraverso il lavoro. La Regione Calabria dovrebbe incentivare le cooperative sociali di tipo B”.

Lo ha detto di recente Sabrina Mannarino, avvocato del foro di Paola, a margine della visita del 15 agosto al carcere di Paola.

Si è trattato di una iniziativa svolta in rappresentanza della Camera penale locale in compagnia dei colleghi Giuseppe Bruno, Armando Sabato, Federico Sconza e Carmine Curatolo.

Ferragosto in carcere“, questo il nome dell’iniziativa promossa dall’Unione camere penali italiane (Ucpi).

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Il carcere di Paola

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Perché le Coop di tipo B?

Le cooperative sociali di categoria B sono quelle realizzate per la creazione di lavoro per soggetti svantaggiati, come quelli che hanno avuto problemi con la giustizia.

“In particolare – dichiara Sabrina Mannarino – i condannati che hanno finito di espiare la pena nonché quelli ammessi a misure alternative.

Potrebbero essere adibiti a lavori di pubblica utilità, colmando il gap degli enti locali nella garanzia dei servizi fondamentali al cittadino.

Questa può e deve essere una delle priorità della futura Regione Calabria. Anche individuando risorse finanziarie ad hoc“.

Il lavoro sconfigge la mafia

“Se c’è una strada percorribile – continua l’avvocato – per combattere nei fatti il predominio spesso culturale ed economico delle mafie è quella del lavoro e del reinserimento sociale, attraverso l’attività lavorativa, dei detenuti che possono accedere alle misure alternative di pubblica utilità.

Per queste ragioni promuovere e sostenere l’emersione di cooperative sociali di tipo B, costituite anche con condannati definitivi che hanno già scontato il loro debito con lo Stato, può e deve essere una via d’uscita sia per il dovere costituzionale e morale di rieducazione del condannato che per far fronte alla grave crisi di efficacia ed efficienza dei comuni, soprattutto quelli calabresi, impossibilitati a far fonte persino all’ordinaria amministrazione”.

Carcere di Paola: problema sovraffollamento

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Nel corso della visita ferragostana al carcere cittadino, la delegazione della Camera penale di Paola ha potuto constatare i problemi principali che affliggono la struttura.

Sovraffollamento ed inadeguatezza generale, con celle piccole e non a norma, con due detenuti al suo interno.

In estrema sintesi – ancora la Mannarino – sono state queste le criticità che abbiamo rilevato nella relazione definitiva che sarà consegnata ufficialmente.

A questo – aggiunge – fanno però da contraltare la grande disponibilità e sensibilità rispetto al detenuto dimostrate da tutto il personale col quale ci siamo confrontati.

A loro abbiamo dimostrato tutta la nostra vicinanza e solidarietà“.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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