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San Sago verso la riapertura: “Danno ad ambiente e turismo”


I consiglieri delle minoranze del Comune di Tortora chiedono pressing sulla Regione Calabria e delocalizzazione dell’impianto.


L’impianto di San Sago sta per riavviare la propria attività e ciò potrebbe provocare danni all’ambiente al turismo della Valle del Noce e della costa tirrenica lucana e calabrese. Le comunità coinvolte sono contrarie ed è necessaria una generica mobilitazione politica e sociale. Bisogna far pressione sulle istituzioni preposte.

Questo, in sintesi il messaggio contenuto in una nota redatta dai consiglieri comunale di minoranza del Comune di Tortora Anna Fondacaro, Pasquale Lamboglia e Filippo Matellicani.

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“Siamo notevolmente preoccupati – dicono – per le possibili ricadute negative in termini di salubrità ambientale e di economia turistica per la nostra comunità e non solo.

Dopo una lunga ed estenuante battaglia giudiziaria e amministrativa, che va avanti da oltre un decennio, con la precedente amministrazione, dopo una fase di fermo giudiziario di tale impianto, avevamo ottenuto la sospensione dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività.

Ma in quest’ultimo periodo e dopo l’ottenimento del nulla osta di compatibilità ambientale (leggi qui) da parte della Regione Basilicata, la Regione Calabria potrebbe sancirne la riapertura“.

Secondo i consiglieri è il momento di rendere il pressing sui chi di dovere più asfissiante, ricorrendo “a ogni mezzo politico, amministrativo e giudiziario” a disposizione e coinvolgendo anche le forze ambientaliste e sociali del territorio.

“La istituzioni preposte – scrivono Fondacaro, Matellicani e Lamboglia – prendano atto senza esitazioni della ferma volontà della nostra comunità di opporsi alla riapertura di un impianto che possa trattare rifiuti tossici e pericolosi nel nostro territorio a ridosso dell’alveo di un fiume e, come tale, potenzialmente nocivo.

Non ci tranquillizza la volontà di predisporre monitoraggi successivi o autorizzazioni condite da prescrizioni a posteriori.

Occorre adottare misure preventive, delocalizzando impianti del genere in siti dove si possa garantire un’ idonea sicurezza nel ciclo di trattamento, incolumità per la salute pubblica e compatibilità con l’eco sistema circostante.

Ci auguriamo che l’amministrazione comunale di Tortora – concludono – non si faccia trovare impreparata nell’affrontare una problematica così complessa che rappresenta una priorità per il nostro paese e prosegua sulla linea della precedente, continuando a battersi in ogni sede a difesa della salute pubblica, dell’ambiente e dell’economia turistica del nostro territorio”.


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