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Maratea, mobbing a danno dei dipendenti comunali: sindacati sul piede di guerra


Carriere ferme al palo, guadagni negati, uffici disorganizzati e insicuri. Lavoratori pronti a incrociare le braccia e ad azioni legali.


Dipendenti comunali in uno stato di profondo malessere, quelli in forza al municipio di Maratea, a causa del mancato riconoscimento di molti diritti sul luogo di lavoro.

Lo fanno sapere le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil in una nota alla stampa e facendosi portatori delle istanze dei lavoratori che ai rappresentanti di categoria avrebbero descritto condizioni vessatorie nei loro confronti, tanto da far parlare di “profondo malessere“.

Ma cosa sta succedendo tra le mura della casa comunale di piazza Biagio Vitolo? Ecco cosa dicono i sindacati in un documento indirizzato al sindaco Daniele Stoppelli, oltre che al segretario comunale.

In sostanza, quella dei sindacati è una denuncia di mobbing collettivo e che quindi riguarderebbe tutto il personale. Come detto, i lavoratori si troverebbero in stato di “profondo malessere”, sostengono i sindacati – “a causa della reiterata negazione dei loro diritti“.

Di queste ultime condotte, evidentemente attribuite all’attuale governo cittadino ma in alcuni casi anche ai precedenti, le sigle sindacali forniscono un corposo elenco.

  • La mancata applicazione del contratto decentrato integrativo del 5 settembre 2017 che prevede, tra l’altro, le progressioni orizzontali da gennaio 2018.
  • Continue modifiche dell’assetto organizzativo senza il previsto confronto con le organizzazioni sindacali.
  • Blocco delle progressioni di carriera a far data dal 2008.
  • Mancata erogazione produttività 2018 e 2019, con l’aggiunta anche del 2020.
  • Mancata valorizzazione del personale.
  • Mancata attivazione delle procedure inerenti le progressioni verticali.
  • Mancato rispetto delle condizioni di salubrità e sicurezza negli ambienti di lavoro.
  • Sospensione immotivata erogazione dei buoni pasto da un anno.
  • Mancato pagamento della maggiorazione per orario festivo, notturno, reperibilità e straordinario;
  • Mancata disponibilità di mezzi e strumenti per il servizio di protezione civile;
  • Illegittimità dei decreti di nomina delle posizioni organizzative per soli 15 giorni, in aperta violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.

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Le sigle sindacali proclamano quindi lo stato di agitazione permanente, preannunciano azioni di protesta e di astensione dal lavoro con comunicazione al prefetto di Potenza e azioni legali a tutela dei diritti dei lavoratori.

Queste le richieste: un tavolo permanente di contrattazione per eliminare tutti i ritardi e superare le tante inadempienze a danno dei lavoratori, la riorganizzazione degli uffici comunali e la soluzione di tutte le pendenze denunciate.

“Attendiamo una convocazione urgente, al massimo entro 7 giorni, per definire accordi per il superamento della vertenza che si è formalmente avviata” concludono i segretari Luigi Pecorelli (Cgil), Giovanni Sarli (Cisl) e Antonio Guglielmi (Uil).


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