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Parco Giada Lagonegro, Di Lascio: “Nessuna svendita animali. Vi spiego come stanno le cose”


Il sindaco sostiene che il recente atto d’indirizzo è solo il primo passo per la rivalutazione dell’area. “Non tradiremo la memoria di Alagia”.

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Non stiamo svendendo gli animali del Parco Giada. L’atto di indirizzo emanato di recente è solo il primo passo di una progettazione ben più ampia e rivolta alla rivalutazione di un’area di alto pregio ambientale“.

Abbiamo sentito Maria Di Lascio, questa mattina, e al sindaco del Comune di Lagonegro abbiamo chiesto spiegazioni sulla sorte che attende gli animali dell’oasi faunistica di località Calda, vicenda della quale ci eravamo occupati in questo articolo.

“Sul tema – ci spiega la prima cittadina – si è creata troppa confusione, ma non perderò tempo su chi l’ha generata e alimentata a scopi di battaglia politica.

Ora, è più importante fare chiarezza sul futuro di ciò che è nato come uno Zoo vero e proprio per la presenza di animali consoni a questo tipo di struttura, sorta per volere del compianto professor Angelo Alagia e poi donata al Comune di Lagonegro.

La verità è che per una serie di vicende, a partire dagli Anni ’90, Parco Giada ha chiuso e non ha mai più riaperto. Gli animali che popolavano lo zoo sono stati venduti: leoni, tigri, leopardi, gattopardi, puma, orsi, cervi, rettili, primati, uccelli.

Questi, con il tempo, sono stati sostituiti da quelli presenti oggi, poche decine di esemplari e perlopiù domestici. Il loro mantenimento – precisa allora il sindaco di Lagonegro – costa alle casse comunali 50 mila euro all’anno, ma in realtà non sono visibili a nessuno perché l’attuale gestore non ha mai riaperto il parco al pubblico.

Come amministrazione comunale abbiamo avviato questo processo con un mero atto d’indirizzo che costituisce semplicemente il primo passo verso un nuovo bando di gara per la gestione dell’area.

Mi spiego meglio: con il bando, ci sarà un nuovo soggetto per la gestione dell’intera area che, non va dimenticato, comprende un centro congressi e un centro sportivo, frutto di riqualificazione per la quale sono stati investiti 5 milioni di euro e il Comune non può addossare gli animali al nuovo gestore, a meno che questi non sia interessato.

Ed è per questo che nell’atto di indirizzo parliamo anche di cessione gratuita. Non è di certo nostra intenzione regalarli al primo che passa.

L’area – aggiunge ancora Maria Di Lascio – noi vogliamo salvarla e, soprattutto, restituirla ai cittadini. Ma deve rappresentare un’attività in esercizio e non, come purtroppo è oggi, rappresentare soltanto una spesa a carico della fiscalità generale relativa alla semplice cura e alimentazione degli animali”.

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Inoltre – stando alle spiegazioni fornite dal sindaco – il nuovo bando avrà una genesi particolare.

“Ci troviamo – spiega – in concomitanza con il centenario della nascita di Angelo Alagia e del 35esimo dalla sua scomparsa. A lui abbiamo già intitolato una piazza, stiamo pensando a un annullo filatelico e, infine, in suo nome bandiremo un concorso di idee per la rivalutazione di Parco Giada.

Questo, dopo l’atto di indirizzo che tanto ha fatto discutere, è il prossimo step, perché è sulla base di quanto emergerà dal concorso di idee che struttureremo il nuovo bando di gestione dell’area”.

Sulla vicenda si era recentemente espresso anche il Wwf, prendendo le distanze “dalla decisione del Comune di Lagonegro di vendere all’asta gli animali dell‘oasi faunistica fondata dal professor Angelo Alagia” e preannunciando “ogni azione possibile a tutela degli animali”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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