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Mobilità, commercio e turismo: chiesta la riapertura della Sicignano-Lagonegro


Istanza presa a cuore dal senatore e sindaco di Lauria Gianni Pittella. “Sarebbe leva di sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno”.

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Il Sindaco di Lauria, Gianni Pittella, chiede la riapertura al traffico commerciale della linea Sicignano-Lagonegro, interconnessa alla tratta ferroviaria dell’Alta velocità Battipaglia-Praia a Mare, per il momento solo in progetto.

Per questo motivo, il senatore ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, al ministro della Cultura, Dario Franceschini, agli amministratori delegati del gruppo Fsi, Luigi Ferraris, di Trenitalia, Luigi Corradi, e di Rfi, Vera Fiorani.

Si tratta di un azione “indispensabile“, si dice convinto il primo cittadino lauriota perché collega territori ad alto rischio sismico, Vallo di Diano e Lagonegrese, nei quali è necessario il cosiddetto treno sanitario in caso di emergenze.

La tratta sarebbe inoltre di ausilio allo sgombero dei treni Alta velocità eventualmente guasti, quando l’opera diventerà realtà, e fornirebbe un riferimento importante per integrare le nuove corse, nell’ambito dei biglietti ferroviari cumulativi: Treno Alta Velocità + Treno Regionale.

Infine, l’nterconnessione permetterebbe alla Regione Basilicata di assicurare corse di treni regionali veloci sulla relazione Lagonegrese-Moliternese-Val d’Agri, Valle del Melandro a 160 chilometri all’ora, all’altezza di Romagnano, con la linea ferroviaria storica Battipaglia-Potenza.

“È da evidenziare, inoltre – aggiunge Pittella – la possibilità di realizzare un itinerario turistico ferroviario tra l’Area archeologica di Paestum-Certosa di Padula–Sassi di Matera.

Non va sottovalutato anche l’impatto che la Sicignano-Lagonegro avrebbe sullo sviluppo turistico e culturale dell’area del Sirino-Pollino-Maratea-Terme di Latronico.

Per i motivi sopra esposti – conclude il sindaco di Lauria – ritengo che la linea Sicignano-Lagonegro vada riaperta al traffico commerciale come leva di sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno, per arrestarne lo spopolamento, obiettivo ribadito, in un recente incontro, anche dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana al Ministro Giovannini”.


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