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Covid, sistema Asp in tilt: una testimonianza, una riflessione


Riportiamo il racconto di un cittadino del Tirreno cosentino alle prese con il contagio e la macchina inceppata della burocrazia sanitaria.


Un sistema di controllo del contagio Covid in tilt e che, in alcuni casi, abbandona il cittadino alla sua sorte a causa di tempi mostruosi nello svolgere essenziali procedure.

Questa è, attualmente, la fotografia del servizio epidemiologico dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza secondo la testimonianza di un nostro lettore e che abbiamo potuto verificare come reale nei suoi elementi salienti.

È l’esperienza diretta di un cittadino del territorio del Tirreno cosentino e che condividiamo con l’utenza di questo sito di local news per stimolare una riflessione.

Chi ci scrive, racconta di essere risultato positivo al Covid-19 dopo aver effettuato un test antigenico rapido in farmacia, lo scorso 21 dicembre 2021. Poche ore dopo è stato destinatario di una ordinanza sindacale per l’isolamento obbligatorio personale e di quarantena obbligatoria per i componenti del suo nucleo famigliare.

Foto dal web a solo scopo illustrativo

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Come da procedura ufficiale, ha quindi contattato l’apposito servizio Asp per prenotare un tampone molecolare a conferma o smentita del risultato del test rapido. Appuntamento fissato per il 29 dicembre 2021, ovvero circa una settimana dopo.

Nel giorno indicato, il cittadino ha eseguito il test molecolare, l’unico preso in considerazione dall’azienda sanitaria per disporre la revoca dell’isolamento, oltre che per alimentare i report sull’andamento del contagio che pubblica sul proprio sito istituzionale (ne abbiamo parlato in un nostro articolo: clicca qui).

Fatto il tampone è rimasto in isolamento in attesa dell’esito dell’esame svolto. Esito che ha ricevuto soltanto il successivo 4 gennaio 2022. Ovvero, esattamente dopo 2 settimane dal test rapido.

Il risultato comunicato, purtroppo, è di confermata positività al Covid-19. Ma questo esito è la fotografia di quanto rilevato con tampone molecolare sette giorni prima! Nel frattempo, il cittadino in questione potrebbe essersi negativizzato o, ovviamente, essere rimasto positivo.

Per seguire ancora la procedura corretta è quindi costretto a ricontattare l’Asp, chiedere un nuovo tampone molecolare e sperare che, questa volta, non servano due settimane per avere un nuovo esito. Anche perché, attualmente, l’obbligo di isolamento termina dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi anche se i tamponi continuano ad essere positivi.

Offriamo, infine, una riflessione suggeritaci dal protagonista stesso del racconto. “Io – ci ha confidato – non ne posso più di stare bloccato in casa, ma ho scelto di essere coscienzioso e di attenermi alla procedura indicatami dall’autorità sanitaria.

Questo isolamento obbligatorio non mi provoca danno economico, perché il compenso per il mio lavoro è garantito. Ma – si chiede a questo punto il cittadino – cosa succede a una famiglia se il proprio sostentamento dipende dalla persona costretta in casa anche per un mese e con parte di questo periodo magari da inconsapevole negativo?

Mi pongo il quesito in relazione, per fare qualche esempio, a un commerciante, un muratore, un libero professionista, una Partita Iva o altri casi simili”.

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Per correttezza e dovere di completezza, precisiamo che la testimonianza riportata in questo articolo non descrive la totalità delle esperienze dei cittadini con la macchina burocratica sanitaria locale. Risultano a questo redattore anche casi in cui, nonostante il particolare periodo, si è riusciti a ottenere un esito anche 48 ore dopo il tampone, come dovrebbe essere nella normalità.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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