C’era anche Infopinione alla proiezione della pellicola girata sull’Alto Tirreno cosentino e che ha già incassato importanti riconoscimenti.
Una Femmina è un film forte, estremamente interessante per il tema portante della narrazione, la condizione delle donne nella società ‘ndranghetistica, e per le scelte tecniche di trasposizione su pellicola di una storia che lancia un messaggio di speranza.
Non è il caso di addentrarsi troppo nella trama per evitare fastidiosi spoiler, se non ricordando quanto già noto in forma sintetica: Rosa, la protagonista del film di Francesco Costabile, interpretata da una giovanissima Lina Siciliano, va a caccia della verità sulla morte della madre. Facendolo, entrerà a piedi nudi nella pozza gelida e inquinata delle logiche della ‘Ndrangheta, che non perdona chi tradisce.
Il percorso finirà con una scelta di coraggio: diventare collaboratrice di giustizia, come hanno fatto le donne calabresi che hanno ispirato quest’opera e raccontate nel libro inchiesta Fimmine ribelli di Lirio Abbate.
Il messaggio che se ne deve trarre è dunque questo: in Calabria, nelle piccole e grandi cose della vita, deve arrivare un momento in cui scegliere da che parte stare, tra il bene e il male.

Il regista, alla sua prima esperienza con un lungometraggio, ha effettuato delle scelte di stile precise per sostenere il narrato: c’è poca luce, i colori sono spesso smorzati e abbondano i primi piani come a suggerire allo spettatore di non lasciarsi distrarre dal contorno.
Una scelta che toglie un po’ quella funzione di vetrina per il territorio che probabilmente era nelle aspettative dei suoi abitanti. Qui, piuttosto, l’aspetto positivo sta nella capacità del medesimo territorio dove sono state effettuate le riprese (Verbicaro, Orsomarso, Santa Maria del Cedro, Papasidero e San Donato di Ninea) di ospitare una produzione cinematografica di questo livello.
“Ci siamo concentrati molto sulla storia – ha infatti confermato il regista -, ma non c’è dubbio che questo sia un luogo stupendo e un domani mi piacerebbe molto tornare a riprendere qui, magari per un film che possa promuoverlo anche visivamente”.
Proprio nelle ore precedenti all’uscita nelle sale cinematografiche di Una Femmina, ha fatto un po’ discutere la decisione del Ministero della Cultura, direzione generale Cinema e audiovisivo, di vietarlo ai minori di 14 anni.
“Fortunatamente – ha commentato Costabile – questa decisione è stata rivista. Una Femmina parla di violenza, ma questa non è stata resa con immagini cruente o che possano turbare o urtare la sensibilità dello spettatore. Anzi – ha aggiunto -, la nostra speranza è che il film possa essere mostrato ai giovani e ai giovanissimi per la sua valenza educativa data dal messaggio di profonda speranza e riscatto che vuole esprimere”.
E, a proposito di notizie attuali, è stato anche reso noto nel corso della conferenza stampa che ha preceduto la proiezione che la pellicola – già selezionata e proiettata nella sezione ufficiale di Panorama al Festival di Berlino 2022 – ha incassato alcuni riconoscimenti.
Si tratta del Premio Mariangela Melato per l’attrice rivelazione a Lina Siciliano e il Premio Alberto Sordi per l’attore non protagonista a Fabrizio Ferracane (Salvatore, lo zio di Rosa), conferiti dalla giuria dei critici cinematografici del Bari international Film&Tv festival ai film italiani usciti fra settembre 2021 e febbraio 2022. Il Bif&st è in programma dal 25 marzo al 2 aprile prossimi.

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