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Alta Velocità, la Scossa: se perforeranno il Pollino petizione per uscire dal Parco


Duro attacco al progetto di fattibilità della linea Salerno – Reggio Calabria. Posta questione ambientale nell’utilizzo dei fondi Pnrr.


La Galleria in progetto nell’area naturale protetta del Parco Nazionale del Pollino, la realizzazione della tratta ferroviaria Praia a Mare – Tarsia, riguardante il lotto 2 dello studio pubblicato da Rfi, generano sconcerto e preoccupazione nelle comunità locali“.

A sostenerlo è Antonio Pappaterra, coordinatore dell’associazione La Scossa, in una lettera indirizzata ai ministeri della Transizione ecologica e delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile e al Parco nazionale del Pollino.

Il focus è sui lavori previsti in Calabria con risorse del Pnrr per la realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria.  

“Dallo studio di fattibilità – dice Pappaterra – si evince che per realizzare il lotto 2 da Praia a Mare a Tarsia, Rfi dovrebbe creare un traforo che attraversa i Monti di Orsomarso, facendo passare l’Alta Velocità dal fiume Lao, nei pressi di Scalea e Santa Maria del Cedro, e dalle sorgenti del fiume Abatemarco, ai piedi del cozzo del Pellegrino, aprendo un foro estrattivo fra il Comune di Verbicaro e Grisolia, allungando di oltre 40 chilometri un tracciato che potrebbe essere realizzato con minore utilizzo di risorse se spostato sull’attuale asse ferroviario presente. 

La realizzazione delle linee di Alta Velocità cosi come programmate attualmente da Rfi – ancora Pappaterra -, andrebbero a minare le fondamenta legislative e istitutive del Parco Nazionale Del Pollino che vietano a tutti i cittadini del mondo di scavare cave, miniere, gallerie, pozzi all’interno delle aree naturali protette, nonché asportare materiale inerte, modificare equilibri geomorfologici dell’area, modificare il ciclo delle acque, anche sotteranee presenti, essendo di natura carsica.

Inoltre, sempre la stessa legge che regola la gestione del territorio protetto e le attività politiche e istituzionali del Parco Nazionale del Pollino, vieta tassativamente l’utilizzo di mezzi da estrazione e perforazione all’interno del perimetro dell’area naturale in questione.

Allo stesso tempo, si vuole altresì ribadire che se venisse approvato un progetto esecutivo dell’Alta Velocità, cosi come paventato da RFI attualmente, anche in deroga alla stesse legge 394/91, favorendo la perforazione dell’arco montuoso dell’area protetta, si andrebbe comunque a generare un conseguente disagio di disuaglianza fra i cittadini che vivono nel territorio del Parco Nazionale, i quali per anni e con enormi sacrifici hanno rispettato la legge, proteggendo, conservando e valorizzando l’ambiente e la geomorfologia dei luoghi protetti”.

La Scossa, dunque, propone agli enti citati le proprie osservazione a protezione dei diritti dei cittadini ad avere trasporti eco-sostenibili.

“Voglio ricordare che – scrive il coordinatore -, in caso di approvazione esecutiva del lotto 2 così come è, l’associazione da me rappresentata sarà promotrice di una petizione allargata ai territori del Tirreno cosentino ricadenti nell’arco montuoso dei Monti di Orsomarso per chiedere l’uscita dall’Ente Parco nazionale del Pollino.

Verrebbe infatti meno, paradossalmente, la prerogativa della legge che ha istituito il perimetro dell’area protetta, il senso stesso di uguaglianza territoriale e leso un diritto costituzionale fondamentale qual è il rispetto dell’ambiente. 

A cosa servirebbe avere un Parco Nazionale che permetterebbe di sventrare territori e perforare montagne attraverso gallerie in cui si estraggono milioni di metri cubi di inerte, in sfregio anche alle popolazioni che hanno fatto sacrifici per conservare il territorio e rispettare la legge”? conclude Antonio Pappaterra.


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