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Praia a Mare, Isola Dino ai cittadini: le precisazioni di Antonio Praticò


Ecco quanto è costato alla collettività rientrare in possesso del suo simbolo e di tutto quello che c’è sopra.

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Con questa sentenza, viene riaffermato il principio che l’Isola Dino è interamente gravata da usi civici e pertanto tutti gli atti aventi ad oggetto detto bene sono affetti da nullità insanabile“.

A qualche ora di distanza del proclama diffuso sui social circa gli sviluppi della questione (ne abbiamo parlato qui) il sindaco di Praia a Mare, Antonio Praticò, ha diffuso una nota con la quale intende mettere a fuoco i contorni del “Caso Isola”.

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Il primo cittadino chiarisce che la recente sentenza del Commissario per gli Usi civici della Calabria ha confermato quanto stabilito anni prima dal tribunale di Paola, restituendo l’Isola Dino ai cittadini di Praia a Mare.

“Tutto ritorna com’era a sessanta anni esatti dall’atto di vendita con il quale il Comune di Praia a Mare aveva ceduto l’isola all’avvocato Agnelli – dice Praticò -.

Quindi nulli sono l’atto di vendita dell’Isola effettuato dall’ente agli Agnelli nel 1962 e, a cascata, tutti i successivi atti di disposizione di parte che ne avevano comportato il parziale trasferimento ad altre società e soggetti fra cui l’ingegnere Alberto Dell’Utri, gemello del più famoso Marcello, ex senatore di Forza Italia.

Viene confermato – aggiunge il sindaco di Praia a Mare – quanto già deliberato dalla Regione Calabria nel 2005 con propria delibera circa la natura demaniale civica universale dell’intero territorio isolano ed esclusa la mala fede da parte dell’ente nel concludere il contratto di vendita dell’Isola.

E questo sia perché non è risultato che ci fossero all’epoca documenti in possesso dell’ente che accertassero l’esistenza di tali usi civici, sia perché detto accertamento poteva essere compiuto altresì dall’acquirente”.

Risolto, chiarisce ancora Praticò, anche il problema della bonifica dell’isola dal momento che il comune a breve potrebbe mettere a bando le operazioni grazie a un contributo della Regione Calabria di 175 mila euro concesso per tale scopo.

“Inoltre – ancora il primo cittadino – possono essere utilizzate anche le somme riconosciute dal Commissario per gli Usi civici a titolo di illegittima occupazione e dovute all’ente dai soggetti e dalle società che ne hanno occupato in questi anni il territorio”.

Per quanto riguarda il costo dell’intera operazione Praticò chiarisce: “La sentenza prevede che l’importo da restituire ai privati è di 30 mila euro. Somma, peraltro, già restituita. Tutti i fabbricati esistenti sull’Isola Dino sono dei cittadini di Praia a Mare e ci attiveremo subito per prenderne possesso”.

Il primo cittadino sostiene anche che può ora partire una nuova fase di sviluppo turistico legata al simbolo della località rivierasca, magari riconquistando un pubblico elitario, come negli Anni ’70, e sempre salvaguardando l’ecosistema dell’isola.

Infine una bacchettata a chi rema contro: “In questo momento di piena soddisfazione sono davvero fuori luogo alcune considerazioni di chi non riesce a digerire il successo storico di un’intera collettività e si preoccupa, piuttosto, del prezzo da pagare”, conclude Antonio Praticò.


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