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Cedro di Santa Maria del Cedro Dop, Adduci: “Via spediti verso Bruxelles”


Parte l’istruttoria comunitaria per il definitivo riconoscimento dell’agrume che caratterizza la Riviera dei Cedri.

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“Un altro prodotto agro-alimentare calabrese d’eccellenza giungerà a Bruxelles. Sarà a breve trasmessa alla Commissione Europea la domanda di riconoscimento della denominazione di origine protetta Cedro di Santa Maria del Cedro”.

E’ quanto si apprende da un comunicato del presidente del Consorzio del Cedro di Calabria, Angelo Adduci.

“Dopo cinque mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, si è finalmente conclusa l’istruttoria ministeriale, superando i motivi di opposizione. Tale importante traguardo segna la conclusione dell’istruttoria regionale e ministeriale e apre le porte a quella comunitaria, che si concluderà con la pubblicazione della domanda di registrazione della Dop sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. Finalmente anche il prodotto tipico della Riviera dei Cedri si potrà fregiare del tanto atteso marchio Dop, proponendosi al mercato come prodotto di qualità certificata, le cui peculiarità sono direttamente legate ai fattori naturali ed umani dell’areale di produzione.

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L’adozione della certificazione europea di denominazione di origine protetta (DOP) – spiega Adduci – è, infatti, un grande traguardo per tutto il territorio, in quanto marchio esclusivo di qualità che differenzia e tutela il prodotto rivierasco da altri ottenuti fuori dalla zona di produzione, garantendo ai nostri produttori un vantaggio competitivo sul mercato e al consumatore informazioni specifiche ed elevati standard qualitativi relativi a un prodotto unico nel suo genere: il Cedro di Santa Maria del Cedro, marcatore identitario della Riviera dei Cedri.

Mi corre l’obbligo di ringraziare in primis Don Francesco Gatto, già presidente dell’allora Cooperativa del Cedro Tuvcat, la cui opera a beneficio dei cedricoltori è stata per me fonte di ispirazione. In secondo luogo le donne e gli uomini che mi hanno accompagnato e che hanno condiviso con me questo percorso di vita, il cui contributo è stato determinante per il raggiungimento di questo importante risultato.

Ringrazio il team di lavoro, grazie al quale ho potuto portare a compimento un’opera iniziata vent’anni fa, nello specifico è mio dovere ringraziare singolarmente il professore Leonardo Di Donna, la dottoressa Lucia Bartella e lo staff del Dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria (Unical), i quali hanno portato a compimento il lavoro iniziato dal compianto professore Giovanni Sindona, Leonardo Caputo, ricercatore presso il Cnr-Ispa di Bari, i cui studi scientifici e le sperimentazioni sul cedro hanno contribuito a rafforzare il legame del prodotto con il territorio e a definirne le proprietà intrinseche, Adolfo Rossi, esperto in processi di internazionalizzazione e marketing, per aver condotto un’attenta analisi socio-economica relativa agli impieghi del Cedro di Santa Maria del Cedro nel commercio, Giuseppe Perri, per aver trasferito le sue conoscenze in ambito agronomico, al fine di stabilire un nesso di causalità tra le caratteristiche uniche del Cedro di Santa Maria del Cedro e l’areale di produzione, Franco Galiano, Presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro, per il prezioso contributo sulla storia del Cedro, Gianbattista Sollazzo, il più giovane esperto del cedro nelle fonti storiche in Calabria, per aver messo al servizio del cedro tutto il suo impegno e la sua passione, e per aver messo a nostra disposizione i risultati della propria attività di ricerca, indispensabili per la definizione di un nesso storico.

In ultimo, ma non per importanza, il ministro Stefano Patuanelli, il sottosegretario all’agricoltura Francesco Battistoni. In particolare ho il piacere di ringraziare il vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica, la senatrice Fulvia Caligiuri, per la vicinanza che ha sempre dimostrato alla causa della cedricoltura, con competenza, passione e professionalità, l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, per la visione strategica dell’agricoltura calabrese dove rientrano, attraverso azione concrete, le peculiarità e le specificità della cedricoltura, il direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, Giacomo Giovinazzo.

Ringrazio, altresì, il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, e i sindaci della Riviera dei Cedri, per il prezioso contributo apportato alla causa, Paola Granata, presidente di Confagricoltura Cosenza e Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria.

Rivolgo un particolare e caloroso ringraziamento alla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi di Segni, per il profondo legame che ha con il territorio vocato alla cedricoltura, Roque Pugliese, referente per la regione della comunità ebraica di Napoli e responsabile della Giornata Europea della Cultura Ebraica in Calabria, per la vicinanza, e al fraterno amico Rav Moshe Lazar, illustre cittadino di Santa Maria del Cedro, per aver dato un impulso allo sviluppo di una visione lungimirante e condivisa della cedricoltura.

A mia madre e a mio padre e, attraverso loro, alle donne e agli uomini del cedro, dedico questo importante traguardo, con l’auspicio che questa coltura possa divenire presto il motivo per il quale i nostri giovani non dovranno mai più lasciare questa terra. Oggi più di ieri è nostro dovere scommettere fiduciosi su di un frutto dalle potenzialità economiche e sociali ancora inespresse, con un impegno di promozione sinergica e sfida comune non più rinviabili. Da soli si va veloci, insieme si va lontano”.


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