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Elezioni comunali Praia a Mare, #Puntoeacapo: ecco i contenuti del primo comizio


La lista guidata da Antonino De Lorenzo ha trattato diversi temi sabato scorso in Piazza Italia. “Pensiamo a un modo diverso di amministrare la cosa pubblica”.

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Il coraggio di cambiare idea di fronte all’evidenza, le difficoltà nell’ottenere accesso ad atti comunali, la comunità inclusiva, i soldi dei contribuenti spesi male.

Sinteticamente, sono stati questi i punti salienti affrontati nel corso del primo pubblico comizio della lista #Puntoeacapo, impegnata nelle elezioni comunali di Praia a Mare del 12 giugno 2022.

Dal palco di Piazza Italia hanno effettuato i loro interventi il candidato sindaco e alcune candidate e candidati alla carica di consigliere. Il tutto per circa un’ora, al cospetto di una piazza gremita, a testimonianza del rinnovato interesse per la cosa pubblica che questa elezione suscita nel tessuto sociale praiese. Molti applausi dei presenti hanno sottolineato alcuni passaggi in particolare, come è anche verificabile da un video diffuso su Facebook, e raggiungibile seguendo questo link.

L’apertura degli interventi è stata affidata al capolista Antonino De Lorenzo. “A Praia a Mare – ha detto – anche le pietre conoscono i miei passi e i miei passaggi politici. Sono costretto a ribadire ancora una volta quello che tutti sanno da oltre 3 anni e che negli ultimi giorni si cerca di spacciare come scoop o grande scoperta. Sono fuoriuscito dalla maggioranza e sono stato il primo componente di una delle molte maggioranze Praticò ad averlo fatto. È successo perché potevo farlo: oggi come allora ho le mani libere”.

Ospedale, Piano regolatore, Demanio, chiusura della pista di pattinaggio su ghiaccio all’aperto, Jova Beach Party: in un crescendo di cause, De Lorenzo ha ripercorso le tappe di una rottura frutto, in definitiva, di una conclamata visione divergente su Praia a Mare.

“Ora – ha quindi chiarito il capolista –, sogno e voglio una Praia a Mare libera, bella, giusta, inclusiva, produttiva e accogliente. Senza buoni spesa ad orologeria, ma con persone che siano in grado di essere autonome, grazie ai proventi di un lavoro onesto e non per elemosina elettorale”.

La candidata consigliera Maria Pia Malvarosa ha invece riportato la propria esperienza personale, in qualità di componente della minoranza uscente, nello svolgere la propria funzione di controllo politico-amministrativo. In riferimento, ad esempio, alla concessione di buoni spesa erogati dal Comune con i fondi provenienti dallo Stato o sulla nota questione Demanio, l’accesso agli atti è stato concesso solo dopo molti mesi, per mezzo dell’intervento della pubblica autorità e per mezz’ora al giorno sotto stretta sorveglianza di dipendenti incaricati dal sindaco.

“Proprio in relazione al Demanio – ha detto Maria Pia Malvarosa -, ho chiesto di ottenete copia di un certificato importantissimo ai fini della comprensione della reale definizione dei lotti demaniali e dello stato di appartenenza degli stessi. Nessuna risposta è pervenuta dal responsabile, mentre il sindaco, pur non interpellato, si è intromesso rispondendo che non disponeva di tali atti ufficiali quando gli stessi venivano regolarmente citati negli atti notarili di trasferimento dei lotti, firmati dal responsabile e dal sindaco stesso.

Quel certificato era ed è al Comune e bastava darlo, perché tutto ciò che è nell’ente non è cosa privata, ma appartiene ai cittadini. Questo è il sistema e non il singolo atto che ho inteso contestare con i colleghi di minoranza, attraverso un duro lavoro. Un’attività molto intensa che, al pari dello studio, porta sempre i suoi risultati”.

A seguire, l’intervento della candidata consigliera Isabella Bencardino che, in particolare, si è soffermata sulla necessità che quella di Praia a Mare diventi una comunità realmente inclusiva.

“È in questa ottica – ha spiegato –, che vorremmo creare lo Sportello dei servizi umani, dove manifestare le proprie necessità e difficoltà, perché dietro un bisogno c’è sempre un essere umano, con la sua necessità di attenzioni e interventi concreti. Sappiamo bene che oltre le periferie urbane esistono anche le periferie esistenziali e vorremmo occuparci sia delle une che delle altre, allo stesso modo e con lo stesso impegno”.

Un obbiettivo da raggiungere con la sinergia tra l’ente e le realtà associazionistiche del territorio. “Abbiamo pensato di istituire con l’aiuto delle parrocchie e delle associazioni tirocini di inclusione per soggetti fragili allo scopo di permettere loro di raggiungere una sufficiente autonomia personale e sociale, che sia da viatico per il loro inserimento nel mondo del lavoro”.

La chiusura del comizio è stata invece affidata al candidato consigliere comunale Francesco Di Deco, per il quale la gestione di un ente pubblico non deve più essere equiparata a una gestione privata. Da alcuni dati in suo possesso, alcuni tributi che i contribuenti praiesi devono versare sono anche il triplo di quelli di altri comuni dello stesso territorio dell’Alto Tirreno cosentino.

“È stato detto dall’attuale sindaco che lascia il Comune con un saldo attivo di circa 18 milioni di euro. Non è un azienda, ma un ente pubblico: sarebbe preferibile avere qualche milione di euro in meno in cassa, ma tributi meno gravosi sulle spalle delle famiglie”, ha precisato Di Deco, per poi aggiungere: “Ho recentemente appreso al pari di molti miei concittadini, della soluzione della vicenda del Centro sportivo, ex Onda Sud, la cui realizzazione è attribuibile a un mutuo contratto con il Credito sportivo e, in definitiva, pagato da tutti noi. Come avvocato, oltre che come contribuente, mi risulta che non siano mai esistiti vincoli giuridici che ne abbiano impedito l’apertura dal 2018, anno della consegna dei lavori, ad oggi. Dovremmo quindi chiederci perché si sia politicamente scelto di aprirlo soltanto a ridosso delle elezioni”.


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