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Alfonso Celotto apre la quindicesima edizione di “Praia, a mare con…”  


Prevista lecito magistralis del costituzionalista autore del romanzo “Fondata sul lavoro” per inaugurare la rassegna culturale di Praia a Mare.


Toccherà a Alfonso Celotto, ordinario di diritto costituzionale all’Università Roma Tre, inaugurare la quindicesima edizione della rassegna d’autore “Praia, a mare con…” sabato 16 luglio, alle 22 e 30 in Piazza Municipio. 

Con il romanzo “Fondata sul lavoro” (Mondadori, 2022), il costituzionalista terrà una lectio magistralis tra diritto e narrazione, lungo il delicato confine tra memoria storica e situazione giuridica contemporanea. 

Alfonso Celotto, originario di Castellammare di Stabia, classe 1966, è professore ordinario di diritto costituzionale presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre. È visiting professor della Universidad de Buenos Aires, della Università di Varsavia, della New South Wales University (Sydney) e della McGill University di Montréal.

Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali e ha collaborato, per consulenza e per contenziosi, dinanzi alla Corte costituzionale. È stato capo di Gabinetto e capo dell’Ufficio legislativo dei ministri Emma Bonino, Giuseppe Calderoli, Giulio Tremonti, Fabrizio Barca, Carlo Trigilia, Federica Guidi e Giulia Grillo, e commissario straordinario dell’ospedale Israelitico di Roma.

Autore di oltre 400 monografie, articoli, note e voci enciclopediche sulle principali riviste scientifiche, è commendatore della Repubblica italiana. Tra i suoi libri: Il dott. Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale (Mondadori, 2014), La Corte costituzionale (il Mulino, 2018), Costituzione annotata della Repubblica italiana (Zanichelli, 2018), È nato prima l’uomo o la carta bollata? Storie incredibili (ma vere) di una Repubblica fondata sulla burocrazia (RaiLibri, 2020), L’enigma della successione (Feltrinelli, 2021) affronta uno dei temi cardini nella storia millenaria della successione al potere costituito.

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Alfonso Celotto: “Fondata sul lavoro” (Mondadori, 2022)

Febbraio 1947. Alla fine della Seconda guerra mondiale, Carmela viene mandata dalle campagne a servizio a Roma. Ha ventidue anni: quasi analfabeta, molto procace, sveglia. Trova lavoro presso la casa del Dottore, brillante giurista e politico rampante, deputato in Assemblea costituente.

I lavori dell’Assemblea proseguono a fatica: Democrazia cristiana, liberali e comunisti non riescono a trovare un accordo. Tutto doveva essere pronto per la fine del 1946 e invece è pronto soltanto il progetto. L’articolo 1 della nuova Carta recita: “L’Italia è una repubblica democratica”. Senza aggettivi, senza specificazioni.

E qui si apre il vero conflitto. Va scritto un preambolo della Costituzione, ma soprattutto va scelto il fondamento della Repubblica. Le influenze si intrecciano e si sommano, e il Dottore diventa il perno della trattativa, per la sua abilità giuridica e diplomatica. Lavora molto. Di giorno sempre in giro per riunioni, la notte alla scrivania, a casa.

Carmela si incuriosisce: tutte le mattine trova la scrivania del Dottore ingombra di carte e foglietti. Rimettendola a posto, non può fare a meno di notare che tra gli appunti ci sono pezzi di articoli della nuova costituzione. Articoli che suscitano l’attenzione di Marcello, il suo fidanzato: dirimpettaio, aspirante magistrato, appassionato di politica.

Le cose, intanto, si complicano, e aumentano le pressioni di americani e russi. E se fosse possibile accontentare tutti? Forse il testo dell’articolo 1 potrebbe essere il vero compromesso. E forse sulla scrivania del Dottore c’è una traccia. Confusa fra i foglietti copiati da Carmela e riscritti da Marcello, che forse non è soltanto un bravo ragazzo che studia per fare il magistrato.


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