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Maxioperazione contro la ‘Ndrangheta del cosentino: tra i reati anche lo scambio elettorale politico-mafioso

Inquirenti non precisano per quale elezione ma il sindaco di Rende Marcello Manna è stato arrestato e posto ai domiciliari.


C’è anche lo scambio elettorale politico-mafioso ipotizzato con riguardo ad una competizione elettorale amministrativa tra le ipotesi di reato che hanno condotto alla Maxioperazione antimafia scattata questa mattina a Cosenza e provincia. (leggi qui)

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Gli inquirenti non specificano con esattezza, ma – come riportato da fonti di stampa calabresi – tra gli arrestati di stamane figura Marcello Manna, attuale sindaco di Rende e presidente di Anci Calabria. Le medesime fonti – oltre a riferire i nomi dei 202 indagati nonostante ci si trovi in fase preliminare del procedimento – riferiscono anche che Manna ha nominato vicesindaco Annamaria Artese con un atto firmato prima dell’arresto. Tra gli indagati anche altri due amministratori dei comuni di Rende e Cosenza.

Dei 202 indagati, 139 sono in carcere, 50 ai domiciliari, 12 con obbligo di dimora, e 1 professionista ha ricevuto la misura interdittiva dello svolgimento di attività professionale.

Per il resto, gli inquirenti circostanziano il quadro delle accuse nello scenario dell’attuale mondo criminale cosentino, ancora caratterizzato dai clan degli italiani e degli zingari ma poggiato su nuovi assetti, frutto di riorganizzazione e “curata dai nuovi presunti capi e gregari, legati al nucleo stabile degli storici esponenti dei gruppi criminali”.

In questo conteso, sono contestate le seguenti condotte illecite.

  • concorso esterno in associazione mafiosa;
  • condotte estorsive tentate e consumate;
  • concorrenza illecita;
  • rapina;
  • tentato omicidio;
  • lesioni aggravate;
  • reati in materia di armi;
  • usura, con correlati delitti di estorsione per la riscossione delle rate del credito usuraio;
  • esercizio abusivo l’attività finanziaria;
  • utilizzo da parte di detenuti di dispositivi cellulari all’interno di Casa Circondariale;
  • scambio elettorale politico-mafioso ipotizzato con riguardo ad una competizione elettorale amministrativa (ma non viene detto quale);
  • truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche con riguardo a iniziative imprenditoriali;
  • reati contro la pubblica amministrazione (turbata libertà degli incanti, corruzione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale);
  • violenza o minaccia per costringere alla commissione del reato di falsa testimonianza;
  • intestazione fittizia di beni;
  • riciclaggio;
  • autoriciclaggio;
  • reimpiego di proventi illeciti;
  • ricettazione;
  • detenzione e cessione di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina. 

A queste condotte si sommano quelle ravvisate durante le investigazioni in merito all’attività di giochi – anche d’azzardo – e di scommesse. 

Si era inoltre appreso di un sequestro di beni per 72 milioni di euro: 78 fabbricati, tra i quali 5 ville, 44 terreni, per un’estensione complessiva di 26 ettari, in vari comuni della provincia di Cosenza, 57 quote di partecipazioni in attività produttive e  commerciali al dettaglio e all’ingrosso in diversi settori (ristorazione con somministrazione, bar, abbigliamento produzione energia elettrica, agricoltura, lavanderie e lavanderie industriali, servizi nel settore dello spettacolo, noleggio attrezzature per spettacoli ed eventi, formazione culturale, edile), 39 complessi aziendali, anche di imprese del settore del c.d. “gaming” (scommesse on-line e sale giochi e biliardo), 20 ditte individuali attive nei vari settori delle attività produttive e  commerciali (ristorazione, strutture turistiche e ricettive, agricoltura, bar, supporto rappresentazioni artistiche, intermediazione finanziaria), 7 associazioni non riconosciute, impegnate prevalentemente in ambito sportivo/ricreativo, uno Yacht, un aeromobile ultraleggero, un natante, 70 autovetture, 7 motoveicoli.

Le forze dell’ordine, in un comunicato stampa, ci tengono a precisare che “Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini preliminari”. Nonostante questo si conoscono alcuni dati, ad esempio nome-cognome e soprannome di tutti e 202 gli indagati, coperti dal segreto d’indagine.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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