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Investimenti strutturali per il Turismo: o Maratea non ha futuro

Richiesta netta da associazioni di categoria e comitati cittadini: Zero investimenti strutturali? Zero progressi.

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Il tema della sicurezza emerso negli ultimi giorni pone la questione della programmazione economica per Maratea: nessuno si concentra sugli investimenti strutturali per il nostro territorio, da tempo non si ha più una visione sul futuro della nostra economia“.

Lo sostengono Manuel Chiappetta​​​, Biagio Salerno e​​​ Vincenzo Papaleo, rispettivamente in rappresentanza di Imprese di Pesca, Consorzio Turistico e ​Comitato Cittadino Castrocucco. Una nota con una posizione senza mezzi termini che arriva al culmine di un periodo intenso, in negativo, per la Perla del Tirreno lucano.

Nei mesi scorsi, alle interdizioni della Ss 18 per i lavori ad Acquafredda per la realizzazione di gallerie atte a bypassare il problema caduta massi, si sono aggiunti altri fenomeni di dissesto idrogeologico e altri danni da maltempo che hanno colpito in modo particolare la frazione di Castrocucco.

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Il 13 ottobre 2022 una frana ha interessato l’abitato e, ancora oggi, per via del persistente pericolo, i proprietari di 14 abitazioni di via San Gregorio della località sono costrette ad andare via di casa in concomitanza con avvisi di criticità Arancione o Rossa emanato dalla regione (ne abbiamo scritto qui).

Poche settimane dopo, tra Castrocucco e Marina di Maratea, una enorme porzione del costone roccioso nei pressi dei ruderi del Castello si è staccata rovinando sulla Ss18 (ne abbiamo scritto qui). Da allora la Statale non è più percorribile: da Sud e viceversa, per raggiungere Maratea bisogna percorrere la Ss 585 Fondovalle del Noce e passare da Trecchina, attraverso i monti.

Come se non bastasse, l’ennesima mareggiata ha di nuovo messo in mostra i limiti strutturali del Porto di Maratea, con le onde che hanno scavalcato il braccio artificiale a protezione del Molo Nord, dove ormeggia la marineria locale (guarda il video qui).

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Zero investimenti strutturali? Zero progressi.

Da tutte queste disgrazie per l’economia locale e che per fortuna non hanno prodotto anche vittime arriva la considerazione delle associazioni locali sulla necessità di investimenti strutturali: “Non abbiamo investimenti per il turismo da anni – dicono -: quale visione ha la Regione Basilicata per il modello turistico di Maratea? Qualcuno ci dia ascolto, sembra di parlare al vento.

Costruire e sostenere il modello turistico di un territorio significa massimo ascolto della voce degli imprenditori, massima attenzione per le vocazioni sociali economiche delle comunità e soprattutto volontà politica per la crescita.

Come può la Regione Basilicata parlare di sviluppo turistico se Maratea non ha le stesse attenzioni di Matera? Come può la politica regionale non programmare in maniera sinergica la difesa e lo sviluppo delle aree costiere ioniche e tirreniche”?

“La frazione di Castrocucco – spiega Vincenzo Papaleo – ha sempre subito la distanza con Maratea. Ora, per, la sopravvivenza stessa del rapporto con le comunità delle altre frazioni è a rischio. Abbiamo ascoltato solo promesse, ma ora abbiamo bisogno di certezze.

Lo stato di calamità naturale deve diventare realtà, l’abitato di Castrocucco non può vivere tra ordinanze di sgombero e pericolo alluvione. Subito lo stanziamento delle risorse economiche speciali per il ripristino della viabilità della Ss 18 e per la messa in sicurezza del costone del Monte Serra”. ​​​​

“Il porto di Maratea – aggiunge Manuel Chiappetta – è l’unica infrastruttura costiera statale della Basilicata, la competenza gestionale è completamente regionale, la manutenzione ordinaria e la programmazione degli interventi strutturali sono demandati, per legge, alla Regione.

Nonostante questo, viviamo il più totale disinteresse: le difese strutturali dei moli principali sono ormai insufficienti, le strutture ricettive diportistiche sono al collasso, l’incertezza in materia di concessioni demaniali dei pontili ha determinato il totale disinteresse dei concessionari attuali verso gli investimenti. Urge un tavolo di programmazione degli interventi di somma urgenza e la presa d’atto politica che è ormai il tempo per la creazione dell’Ente Porto di Maratea“.

“È impossibile fare turismo in questo modo – conclude Biagio Salerno -: non abbiamo più strumenti per supportare i nostri investimenti, abbiamo bisogno di ascolto. I nostri sacrifici non bastano, le istituzioni devono ascoltarci e programmare insieme a noi gli investimenti per lo sviluppo turistico. Nessuno può pensare di improvvisare, perché il nostro è un settore particolare, dove nulla viene mietuto se non opportunamente coltivato.

Basta un attimo e decenni di investimenti vengono vanificati. Nel panorama turistico regionale dobbiamo tornare centrali. Bardi deve ascoltare la voce degli imprenditori, priorità assoluta va data agli investimenti per ripristinare la viabilità ordinaria, immediatamente un piano di rilancio di promozione turistica che contrasti la crisi che si sta prefigurando all’orizzonte”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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