Impartita la benedizione ai cedricoltori a chiusura della Festa della Raccolta del Cedro. Adduci: “Dop economy opportunità da cogliere”.

Si è conclusa ieri, domenica 29 ottobre 2023, a Santa Maria del Cedro, la Festa della raccolta del Cedro con l’evento finale in Piazza Casale, nel centro storico.
L’evento organizzato dal Consorzio del Cedro di Calabria, in collaborazione con dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, Comune di Santa Maria del Cedro, Confagricoltura, Bcc Mediocrati, Gal Riviera dei Cedri e C.a.s.a. La Grande bellezza, è culminato con un intero pomeriggio dedicato alla condivisione delle tradizioni legate al frutto identitario della Rivera dei Cedri.
Oltre al primo cittadino Ugo Vetere e al parroco don Gaetano De Fino, che hanno fatto gli onori di casa, presente il vescovo della diocesi San Marco Argentano – Scalea, monsignor Stefano Rega che si è detto contento di aver presenziato e di aver apprezzato “la dimensione spirituale e culturale” dell’iniziativa, rammentando come il cedro, simbolo anche del legame tra la comunità cristiana e quella ebraica, abbia un valore aumentato considerati i conflitti, Palestina e Ucraina su tutti, che scuotono attualmente l’opinione pubblica.
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“È importante per la Chiesa – ha detto – avere contatto con le comunità, fare rete con le associazioni per preservare e promuovere quanto di buono esiste”. Ai cedricoltori, impartendo la benedizione, monsignor Rega ha detto: “Dietro ogni cosa bella c’è sempre tanto lavoro, come quello encomiabile che voi fate anche a servizio dei nostri fratelli ebrei. Non scoraggiatevi e attirate i giovani ad avere a cuore questa realtà e a raccoglierne i frutti”.

Molto partecipata la manifestazione. Il pubblico ha potuto godere delle degustazioni di prodotti al cedro e dell’intrattenimento del Gruppo folklorico città di Castrovillari.
Soddisfatto il presidente del Consorzio del Cedro di Calabria, Angelo Adduci: “Il Museo del Cedro ha accolto in questa settimana le scolaresche, segnando il momento più importante dell’intera iniziativa che poi ha vissuto il culmine in Piazza Casale, il luogo per eccellenza della storia del cedro, dove avvenivano le contrattazioni del prodotto, ma anche le battaglie di rivendicazione a favore dei coltivatori”.
Adduci ha poi citato le figure di don Francesco Gatto e dell’intellettuale Franco Galiano, artefici rispettivamente dell’istituzionalizzazione e della narrazione del cedro di Santa Maria del Cedro come prodotto internazionale. “Oggi dobbiamo anche al loro impegno – ha concluso Adduci – il riconoscimento della Dop con il quale si apre una ulteriore pagina per il territorio. L’economia che ne deriverà sarà un’opportunità da cogliere, soprattutto per i giovani”.

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