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Post elezioni comunali, Lorito: “Auguri sindaci”

Con l’esito delle urne alle spalle il giornalista e assistente universitario Egidio Lorito pone una riflessione ai neo eletti primi cittadini.

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DI EGIDIO LORITO*

Oggi è il giorno degli auguri, di cuore, che invio ai giovani neo-sindaci che le urne hanno scelto alla guida delle rispettive comunità. Sì, “comunità”, perché prima che essere terminali apicali burocratico-amministrativi dei rispettivi enti locali, i nuovi sindaci sono chiamati a rappresentare la parte umana, sociale, culturale del territorio assegnato alla propria responsabilità. Potremo stare a disquisire per ore sul “se” e “quanto” il concetto di Comunità sia realmente realizzato, ma almeno vogliamo lasciarci trasportare dal sentimento della speranza.

Ho dalla mia parte almeno un quarantennio di impegno socio-culturale (locale, regionale, nazionale) all’interno di quella “sfera pubblica” tanto cara al Maestro Jurgen Habermas, pensatore eccelso della seconda stagione di quella Scuola di Francoforte alla quale, chi possiede una certa sensibilità sociologica, continua guardare con occhio incantato. Dal Liceo alle Università, dal Giornalismo alla promozione culturale, ho sempre cercato di inquadrare il territorio di elezione come palcoscenico preferito per ogni ragionamento, ogni iniziativa, ogni dibattito: e ne sono testimoni gli innumerevoli articoli pubblicati in ogni angolo della nostra Bella Italia, come i saggi scientifici, come i contenitori culturali che ho animato e continuo a fare. E, sempre, la mia calabro-lucanità è emersa viva e potente (Max Weber docet…) nel suo messaggio, esplicito o sottotraccia. 

E oggi questo mio marchio di fabbrica -la calabro-lucanità, appunto- non può che gioire per l’elezione a sindaci di due amici e colleghi, proprio all’alba del proprio insediamento amministrativo. 

A Maratea il mio abbraccio va a Cesare Albanese che si è caricato la responsabilità di smuovere dalle secche (nome omen…) l’affascinante Comunità della mia Lucania, con la quale tali e tanti sono i legami da quel 7 settembre del 1969 (linkages, direbbero i politologi…) da dover necessariamente rimandare alla mia pubblicistica sul tema.

A Diamante il mio abbraccio va ad Achille ordine, chiamato alla guida dell’altrettanto pittoresco borgo marinaro della mia Calabria, cui non mancheranno intelligenza ed acume amministrativo per correggere anche alcuni “scarrocciamenti” (anche in questo caso il termine è volutamente “marinaro”) sui quali negli ultimi mesi avevamo dialogato insieme. 

Colleghi avvocati, certo, ma soprattutto amici cinquantenni cui ora spetta un compito serio, non agevole per le diverse particolari problematiche che li attendono, ma che almeno hanno avuto il coraggio, personale e professionale, di mettersi al servizio delle rispettive comunità.

E poi un saluto anche a Ugo Vetere, eletto anche lui, ma per la terza volta! Insomma un altro collega e coetaneo ma che dalla sua può vantare già dieci anni di guida della comunità di Santa Maria del Cedro, che continuerà -ne siamo convinti- a trasformare nell’immagine e nella sostanza.

E per rimanere in zona, Auguri anche ai riconfermati sindaci di Santa Domenica Talao, Alfredo Lucchesi, di Buonvicino, Angelina Barbiero, e al neo sindaco, di Verbicaro, Felice Spingola, non certo nuovo a tale ruolo.   

E questi auguri estendo, oggi, anche a chi, pur in corso di mandato amministrativo, ha dalla sua la stessa età generazionale, lo stesso spirito di servizio, le stesse idee di sviluppo: li conosco personalmente, li stimo, e so bene come anche per loro sia complesso e delicato amministrare le rispettive Comunità. Da Antonio Iorio, sindaco della contermine Tortora “Porta della Cultura della Calabria” a Pasquale De Franco che governa Aieta “nido delle aquile”, da Antonino De Lorenzo, primo cittadino della “Città dell’Isola Dino” (Praia a Mare…), a Giacomo Perrotta, apice amministrativo dell’antica e nobile Città di Scalea.

E poi ancora ad Alberto Bottone sindaco di Orsomarso, iconico luogo per gli amanti della wilderness, a Ivano Russo di Maierà e Saverio Bellusci di Grisolia: la prospettiva fotografica di queste due ultime realtà è a dir poco spettacolare.

E visto che l’atmosfera è augurale ed estiva e in Riviera significa “mare” (come dimenticare l’impareggiabile lezione di Fernand Braudel, Maestro della Scuola parigina degli Annales con il “Mediterraneo Mare della complessità”…) giungano i mei auguri anche Eugenio Madeo sindaco di San Nicola Arcella, “Città dell’Arcomagno”, con la sua costa irreale a strapiombo sul mare,  e Vincenzo Cascini, medico prestato alla politica, dalla sua Belvedere, il cui centro storico affascina, letteralmente sospeso tra mare e monti. Più avanti negli anni, ma, evidentemente, con un parallelo tasso esperienziale.

Insomma, per stare al tema della riflessione, una generazione di sindaci che mi auguro giovane non solo “anagraficamente”, quanto -soprattutto- nello spirito di servizio e nelle idee di sviluppo, dovendo agire in un pelago spesso e malvolentieri tempestoso, agitato non soltanto dalle difficoltà del quotidiano, quanto da forze che spesso agiscono nell’ombra, animate non certo da spirito di servizio comunitario. Da trentuno anni scrivo e pubblico di Calabria e Basilicata (Lucania, se preferite…) cercando di descrivere non solo l’aspetto visivo più immediato (il paesaggio geografico) quanto quello più nascosto e spesso imperscrutabile (il paesaggio interiore, psicologico).

Non finirò mai di ringraziare Giorgio Braschi, Emanuele Pisarra, Mimmo Sancineto, Mario Caligiuri, Francesco Bevilacqua, Mauro Francesco Minervino -intellettuali del paesaggio anche di questa parte della Calabria- per le trentennali interviste ed analisi sul tema della Calabria e anche della Basilicata. Il mio “Tracce di Calabria Lo sguardo indietro, il cuore avanti” (Il Coscile, 2005) rimane un fondamentale viaggio alla ri-scoperta della penisola calabrese, tra un glorioso passato (La Magna Graecia…) ed un futuro che tarda a palesarsi.

Riporto un passo emblematico di Antonio Costabile, autorevole sociologo dei fenomeni politici all’Università della Calabria (sempre per rimanere in tema di Maestri…) sulle due visioni del Mezzogiorno, perché se è vero che esiste «il Sud delle patologie, che enfatizza in maniera spesso unilaterale i pur drammatici problemi presenti nelle regioni meridionali (il Sud dei politici corrotti e della spazzatura, degli omicidi consumati dalla mafia e dalla malasanità, delle classifiche negative per qualità della vita, redditi e servizi)», esiste anche «il Sud delle speranze, che sottolinea, qualche volta in maniera altrettanto unilaterale, le nicchie di sviluppo, di buon governo, di innovazione presenti in diverse parti del Mezzogiorno (il Sud delle imprese di successo, dei sindaci antimafia, dei giovani intellettuali, dell’associazionismo e della cooperazione, delle risorse sociali e ambientali ancora intatte e disponibili)». (Antonio Costabile, legalità, manipolazione, democrazia. Lineamenti del sistema politico meridionale, Carocci, 2009, p 9)

Auguri, Sindaci!

*giornalista

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