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Reggio Calabria: blitz contro la cosca Labate, 4 arresti per ‘ndrangheta


Operazione del Ros contro la cosca Labate a Reggio Calabria: 4 persone arrestate, tra cui i vertici Michele (69 anni) e Francesco Salvatore (59 anni) Labate.

Nella giornata di oggi, martedì 13 maggio 2025, il Ros, con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”, coordinato dalla Dda di Reggio Calabria guidata dal procuratore Giuseppe Lombardo, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il tribunale di Reggio Calabria nei confronti di quattro persone ritenute appartenenti alla cosca Labate, articolazione ‘ndranghetista egemone nel quartiere Gebbione di Reggio Calabria.

Le persone destinatarie del provvedimento, accusate a vario titolo di associazione di tipo ‘ndranghetistico, sono: Michele Labate (69 anni), Francesco Salvatore Labate (59 anni), Paolo Labate (40 anni), tutti destinatari della custodia cautelare in carcere, e Antonino Laganà (54 anni), posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

L’indagine del Ros, avviata nel 2019, ha permesso di ricostruire gli assetti della cosca Labate, aggiornandoli rispetto agli arresti dell’operazione “Heliantus”. Gli accertamenti hanno evidenziato come il sodalizio abbia mantenuto un pervasivo controllo sul tessuto economico della zona, individuando come vertici i fratelli Michele e Francesco Salvatore Labate, approfittando dello stato di detenzione dei fratelli maggiori Antonino Labate (75 anni) e Pietro Labate (74 anni), quest’ultimo ritenuto storicamente il capo carismatico dell’organizzazione ‘ndranghetistica.

Le indagini hanno inoltre documentato il controllo del territorio esercitato da Michele Labate, il quale, per evitare le investigazioni, aveva organizzato una rete di comunicazioni riservate con incontri in luoghi ritenuti sicuri e l’utilizzo di fiancheggiatori.

È stata accertata anche la pressione esercitata sugli operatori economici, attraverso azioni vessatorie per l’imposizione di prodotti alimentari e il pagamento di estorsioni. In questo contesto, Paolo Labate (40 anni) manteneva i rapporti con gli imprenditori legati alla cosca, agevolando l’infiltrazione in settori economici come la grande distribuzione alimentare.

Infine, è emersa la disponibilità di collaboratori fidati da parte dei fratelli Michele e Francesco Salvatore Labate, tra cui Antonino Laganà (54 anni), incaricato di veicolare messaggi, riscuotere estorsioni, compiere azioni ritorsive e mantenere i rapporti con la comunità Rom per il controllo della microcriminalità locale.

Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.


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