Il mondo della finanza sta radicalmente cambiando pelle negli ultimi anni, grazie soprattutto alla maggiore attenzione e sensibilità rivolte verso la sostenibilità, una questione ormai non solo etica.
Oggi si parla di finanza sostenibile, che ha due obiettivi: generare profitto e un ritorno finanziario e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale a beneficio di un pianeta più green ed ecosostenibile.
In virtù di questo concetto sono nati gli investimenti ESG, dal carattere eco-friendly e sostenibile. Ma nello specifico cosa si intende per investimenti sostenibili ESG? Per rispondere ci siamo rifatti alle pagine web di Onlinesim.it, una nota piattaforma fintech dedicata ai prodotti del risparmio gestito dove è possibile investire in modo semplice grazie a strumenti di ricerca, selezione e analisi che guidano i clienti nelle scelte di’investimento più indicate in base alle loro esigenze e necessità.
Partiamo dall’acronimo ESG, che sta per Environmental, Social e Governance. Investire secondo questi criteri vuol dire costruire un portafoglio di investimenti tenendo conto quanto e come aziende e paesi rispettino la sostenibilità.
La E sta per Environmental e sta a indicare i fattori ambientali a 360°. Tra questi rientrano problemi seri che hanno un alto impatto ambientale, come i rifiuti e l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse naturali, la difesa della biodiversità, le emissioni di gas serra, la deforestazione e il cambiamento climatico.
La S sta per social e comprende tutti i fattori sociali e, in particolare, come le persone e i paesi trattano le persone. Tra i criteri valutati rientrano ad esempio le condizioni di lavoro, come il lavoro minorile e la schiavitù, fenomeni purtroppo molto diffusi in diversi paesi. Altri fattori analizzati sono i finanziamenti di progetti o istituzioni destinati alle comunità povere e sottosviluppate.
Infine la G sta per Governance e comprende le regole e le strategie seguite da un’azienda o da uno Stato relative alla strategia fiscale, alla remunerazione dei dirigenti, alle donazioni, alle pressioni politiche, alla corruzione, alla diversità e alla struttura di governo aziendale e statale.
I fattori ambientali, uniti a quelli sociali e governativi, sono ormai sulle agende politiche di molti leader del mondo, i quali hanno capito che bisogna intervenire tempestivamente per salvaguardare il pianeta. Non è solo una questione etica, ma è anche finanziaria, poiché l’inquinamento e gli sconvolgimenti climatici stanno avendo un impatto diretto sulle economie locali e nazionali.
In tale ottica una prima svolta ci fu nel 2015, quando oltre 150 leader internazionali si incontrarono alle Nazioni Unite per discutere dello sviluppo globale, del benessere umano e della tutela dell’ambiente. In quell’occasione furono approvati 17 obiettivi di sviluppo sostenibile con l’obiettivo di contrastare la povertà e le disuguaglianze e favorire lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni secondo criteri di sostenibilità.
Gli investimenti ESG possono dunque generare vantaggi interessanti per l’investitore ma anche per il pianeta, poiché vengono fatti con un occhio rivolto alla sostenibilità ambientale, rispettando contemporaneamente alti standard sociali e favorendo una condotta di business responsabile.
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