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Carcere di Paola: sequestrati 5 cellulari in cella, allarme Sappe


La polizia penitenziaria ha sequestrato 5 cellulari e altri oggetti non consentiti in una cella del carcere di Paola, sollevando nuovamente l’allarme del Sappe sulla sicurezza e la carenza di personale.

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Gli agenti della polizia penitenziaria nel carcere di Paola hanno sequestrato ieri, martedì 3 giugno 2025, ben cinque telefoni cellulari all’interno di una cella, nella disponibilità di un detenuto di origini calabresi, insieme ad altri oggetti non consentiti.

L’operazione è avvenuta durante un’accurata attività di controllo, confermando la costante vigilanza del personale.

Questo sequestro, che evidenzia la professionalità e la dedizione del personale di polizia penitenziaria, si inserisce in un contesto di crescenti rinvenimenti di dispositivi illeciti all’interno degli istituti di pena. Non è la prima volta che si registrano operazioni simili, che sottolineano il flusso continuo di cellulari nelle carceri. Le vie d’ingresso per questi apparecchi sono molteplici, inclusa quella aerea a mezzo droni, sempre più spesso avvistati e intercettati.

Sequestro di cellulari nel carcere di Paola: la denuncia del Sappe su carenze e richieste

Il Sindacato autonomo si polizia penitenziaria (Sappe) ha espresso grande apprezzamento per l’operato del personale di Paola. Salvatore Panaro, vicesegretario regionale del Sappe, ha evidenziato come l’impegno, il coraggio e il senso del dovere degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria siano cruciali per garantire legalità e sicurezza, nonostante una cronica e insostenibile carenza di personale.

Panaro ha ringraziato pubblicamente il personale, definendolo “la vera colonna portante dell’Istituzione, un esempio concreto di dedizione e senso dello Stato”, aggiungendo che la polizia penitenziaria “merita rispetto, risorse e riconoscimenti”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha commentato che il personale del reparto di Paola ha dimostrato, ancora una volta, il ruolo centrale della polizia penitenziaria nel sistema sicurezza del Paese. Capece ha denunciato come l’ingresso illecito di cellulari negli istituti sia ormai un flusso continuo, ricordando che il sindacato chiede da circa dieci anni nuovi provvedimenti per inibire l’uso di strumentazioni tecnologiche nelle sezioni detentive.

Ha espresso forte critica sul fatto che gli apparecchi per accertare la presenza di telefoni cellulari non vengano usati nelle celle, ma durante lo svolgimento delle prove d’esame scritte del personale di polizia che ambisce ad acquisire il grado superiore.

Il leader del Sappe ha concluso sottolineando che, nonostante la recente previsione di reato, nel Codice penale, per ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi.

Ha ribadito la necessità di adottare soluzioni drastiche come la schermatura delle sezioni detentive, delle celle e degli spazi nei quali sono presenti detenuti, all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone.


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