A Orsomarso, il capogruppo di Rinascita Democratica, Pio Giovanni Sangiovanni, ha interrogato il sindaco e gli uffici comunali sul servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti, sospeso da oltre sei mesi.

Pio Giovanni Sangiovanni, capogruppo del gruppo consiliare Rinascita Democratica tra i banchi della minoranza nel consiglio comunale di Orsomarso, ha presentato un’interrogazione con risposta scritta rivolta al sindaco Alberto Bottone, ai responsabili degli uffici Tecnico e Finanziario, al comandante della Polizia locale e al segretario Comunale.
Per conoscenza, l’interrogazione è stata inoltrata anche al Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano. Il tema centrale dell’interrogazione riguarda il mancato servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, sospeso da oltre sei mesi, che sta creando gravi disagi ai cittadini.
Il consigliere Sangiovanni chiede di conoscere, in forma scritta, i motivi reali di questo blocco inaccettabile del servizio. Desidera inoltre sapere quale ditta è stata individuata per svolgere tale attività e quali sono i tempi previsti per la ripresa del normale servizio di raccolta e smaltimento dei materiali ingombranti. La minoranza attende un riscontro puntuale e dettagliato.
L’interrogazione nasce da una situazione che, secondo il gruppo Rinascita Democratica, è diventata insostenibile. Da oltre sei mesi, il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti non viene effettuato a Orsomarso, causando notevoli disagi e penalizzando ingiustamente i cittadini-utenti.

Il 28 febbraio 2025, il sindaco di Orsomarso aveva comunicato, anche tramite avviso sui social media, che il servizio di ritiro degli ingombranti era “momentaneamente sospeso“, attribuendo la causa a un non meglio precisato “blocco dei conferimenti presso i centri autorizzati“.
“Da quella data, tuttavia, non è stata fatta alcuna comunicazione ufficiale in merito e l’unico dato certo è che il servizio non viene svolto, né se ne prevede una ripresa”, sostiene il consigliere.
Questa situazione ha costretto decine di famiglie a stoccare i materiali ingombranti in luoghi improvvisati, come pianerottoli o ingressi delle abitazioni, in attesa di essere raccolti e smaltiti dalla ditta incaricata. “Il protrarsi di tale condizione – ancora Sangiovanni – configura anche possibili situazioni di rischio per la salute e la sicurezza pubblica“.
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