Primario di Ouclistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro arrestato dalla guardia di finanza. L’accusa: interventi privati a pagamento e gestione illecita delle liste d’attesa.

Due persone, identificate come parte di un’associazione a delinquere composta da dirigenti medici e personale sanitario dell’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro, sono state poste agli arresti domiciliari nelle scorse ore.
L’accusa, avanzata dalla procura è di aver orchestrato un sistema per effettuare interventi chirurgici a pagamento all’interno dell’ospedale pubblico e gestire illecitamente le liste d’attesa. L’operazione ha portato anche a un sequestro di denaro e beni per quasi un milione di euro, mirato al recupero del profitto illecito.
Le accuse mosse alle persone coinvolte sono gravi: associazione a delinquere, peculato, concussione, truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio. Uno dei destinatari del provvedimento è anche accusato di falsità ideologica e autoriciclaggio.
Al centro dell’inchiesta, condotta dal gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, c’è una presunta associazione a delinquere composta da due dirigenti medici del reparto di Oculistica, un’infermiera dell’ambulatorio di Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro e la segretaria dello studio privato dove uno dei medici svolgeva irregolarmente attività libero-professionale. Il loro scopo sarebbe stato la gestione illecita delle liste d’attesa presso il reparto di Oculistica dell’ospedale.
Gli accertamenti hanno rivelato come alcuni medici in servizio presso il nosocomio pubblico avrebbero abitualmente effettuato interventi chirurgici su pazienti precedentemente visitati, a pagamento, durante lo svolgimento di attività extra-istituzionale privata.
Questo garantiva loro un trattamento “privilegiato” rispetto ai pazienti ambulatoriali che seguivano le normali procedure di accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche e che erano inseriti nelle rispettive liste di attesa.
Si è così alimentato, di fatto, un sistema privato di prenotazioni e prestazioni che venivano poi erogate gratuitamente dall’ospedale. In alcuni casi, la gravità della situazione clinica riscontrata e la conseguente urgenza dell’intervento poneva i pazienti in una condizione psicologica di sostanziale “costrizione”, spingendoli ad accettare di pagare privatamente il medico pur di essere operati nella struttura pubblica.
Questo modus operandi avrebbe determinato una vera e propria “privatizzazione” del reparto di Oculistica, con evidenti ricadute negative sulla qualità del servizio pubblico offerto e una dilatazione dei tempi di attesa per l’accesso.
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Le indagini hanno infine accertato che cinque medici, pur avendo optato per il rapporto di lavoro esclusivo con la struttura pubblica (e percependo quindi gli emolumenti specifici previsti per il regime di esclusività), svolgevano attività extra-istituzionale presso studi e cliniche private, alcune anche convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.
Ciò ha comportato un danno complessivo per l’Azienda ospedaliero-universitaria e/o per l’Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro, pari a 984.762,23 euro. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.
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