Il Consiglio comunale di Scalea ha approvato il Pef Tari 2025 con un aumento di oltre 620mila euro rispetto all’anno precedente. La decisione ha innescato un’accesa polemica tra il sindaco Mario Russo e l’ex primo cittadino Giacomo Perrotta.
Ieri, lunedì 30 giugno 2025, il Consiglio comunale di Scalea è stato teatro di un’accesa discussione sulla Tari. All’ordine del giorno, la “Presa d’atto validazione revisione infra-periodo Pef annualità 2025 e approvazione delle tariffe TARI da applicare per l’anno 2025”.
Il Piano Economico Finanziario (Pef) Tari 2025 è stato approvato con i soli voti favorevoli della maggioranza consiliare di “Scalea Rinasce”.
Il sindaco Mario Russo ha spiegato le ragioni dell’incremento. Ha affermato che l’approvazione del piano economico finanziario infra-periodale si è resa necessaria per “rincorrere un’erronea programmazione riconducibile al Pef 2024-25 approvato dall’amministrazione Perrotta con una validazione dalla dubbia valenza esperita dal segretario generale dell’epoca”.
Russo ha specificato che l’integrazione di circa 620 mila euro serve a coprire i costi dello smaltimento rifiuti, come previsto dalla piattaforma Gaia. Il sindaco ha definito l’atto “dovuto” e ha respinto ogni “strumentalizzazione politica“, soprattutto se proveniente da chi, a suo dire, “ha causato il gravissimo errore”.
Dura la replica del gruppo di minoranza “Scalea Oltre”, che ha come capogruppo l’ex sindaco Giacomo Perrotta. La minoranza ha voluto “fare chiarezza sull’aumento della Tari che ci attende nel 2025”. Secondo i dati presentati dall’opposizione, l’incremento sarà significativo e impatterà direttamente sulle tasche dei cittadini.
Nello specifico, il costo complessivo della Tari 2024 (sotto l’amministrazione Perrotta) era di 5.795.510 euro, mentre il costo complessivo per il 2025 (sotto l’amministrazione Russo) sale a 6.417.556 euro.
Questo si traduce in un aumento totale di 622.046 euro, ovvero un incremento del 15,2% sulle bollette.
L’opposizione ha criticato l’operato della maggioranza definendolo un “strano modo di far Rinascere Scalea”, invitando l’attuale amministrazione ad assumersi la responsabilità dell’aumento senza attribuire colpe ad altri. Il gruppo ha inoltre chiosato, riferendosi a chi “all’epoca era pseudo opposizione pilotata e oggi asservito, poteva impugnare gli atti se li riteneva illegittimi”.
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