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Intossicazione da botulino a Diamante, 18 parti offese. Indagini anche su due strutture sanitarie locali


La Procura di Paola fa il punto: sono 18 le parti offese in relazione al focolaio di intossicazioni da botulino esploso a Diamante. Tra i ricoverati all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza ci sono anche 5 minori. Le indagini su due fronti: la somministrazione del cibo sul food truck e le diagnosi presso le strutture sanitarie del territorio.

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La Procura di Paola, diretta da Domenico Fiordalisi, ha individuato 18 parti offese in relazione alle due persone decedute ed a quelle ricoverate per il focolaio di intossicazioni da botulino esploso a Diamante, nel cosentino (leggi qui).

Oltre ai due decessi, come emerso dalle attività investigative condotte dal sostituto procuratore Maria Porcelli, risultano 16 persone che hanno manifestato sintomi di intossicazione. Di queste, 11 sono ricoverate in terapia intensiva, 5 stazionari. Tra questi ci sono 5 minori. Nell’inchiesta sono tre le persone indagate a vario titolo per i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive.

La vicenda, secondo la ricostruzione della procura, ha avuto inizio tra domenica 3 e martedì 5 agosto, quando le vittime e i contagiati hanno consumato un alimento potenzialmente contaminato, contenuto all’interno di alcuni panini venduti da un commerciante ambulante che operava con un food truck a Diamante.

Tra le 24 e le 48 ore successive sono emersi i primi sintomi. Dopo i primi ricoveri presso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, la procura ha disposto il sequestro del furgone adibito alla vendita ambulante, al fine di impedire la prosecuzione dell’attività e consentire i necessari accertamenti tecnici.

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Botulino a Diamante: indagini anche su due strutture sanitarie locali

L’attività investigativa – informa la procura di Paola –, oltre che su quanto avvenuto a bordo del food truck posteggiato sul Viale Glauco prosegue con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità ulteriori e acquisire ogni elemento utile alla completa ricostruzione dei fatti.

Da un lato, secondo quanto si è appreso, pare ormai cristallizzato il dato circa il food truck come origine delle intossicazioni da botulino per le persone ricoverate e per i due deceduti. Le indagini, dopo i primi esiti degli esami effettuati dall’azienda sanitaria provinciale di Cosenza sugli alimenti trovati nel food truck di Diamante, si sono concentrate sulle modalità di somministrazione dell’alimento e non tanto sul prodotto in sé (leggi qui). Per mercoledì 13 agosto si riusciranno ad avere altri elementi dagli esami che saranno effettuati dall’istituto superiore di sanità.

Sull’altro fronte proseguono gli accertamenti sul piano sanitario, e in particolare sulla eventualità che i medici che hanno preso in carico i pazienti poi deceduti non abbiano fornito agli stessi una diagnosi tempestiva.

Il procuratore capo di Paola ha chiarito che le strutture sanitarie del territorio interessate dagli accertamenti sono una clinica privata alla quale si era rivolto Luigi Di Sarno, 52enne di Cercola, nel Napoletano, deceduto nei pressi dello svincolo autostradale di Lagonegro mentre rientrava a casa, e una struttura pubblica, dove si era recata Tamara D’Acunto, 45enne di Diamante, deceduta mercoledì 6 agosto 2025.

Su questo fronte saranno utili le eventuali cartelle cliniche delle due persone decedute e gli esiti dell’autopsia disposta dalla Procura di Paola.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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