Morti per botulino a Diamante: ora gli indagati dalla Procura per atto dovuto sono 9, cinque dei quali medici delle strutture sanitarie locali.
Sono ora 9 gli indagati dalla Procura della Repubblica di Paola, diretta da Domenico Fiordalisi, nell’ambito dell’inchiesta per le intossicazioni da botulino che hanno interessato alcune persone, due delle quali morte, dopo aver mangiato panini con salsiccia e cime di rapa acquistati da un commerciante ambulante presso un food truck a Diamante.
5 dei nove indagati sono medici delle strutture sanitarie del territorio alle quali le due vittime si erano rivolte dopo aver accusato malori: Luigi Di Sarno, 52enne di Cercola, nel Napoletano, deceduto nei pressi dello svincolo autostradale di Lagonegro mentre rientrava a casa, e Tamara D’Acunto, 45enne di Diamante, deceduta mercoledì 6 agosto 2025. La Procura punta ad accertare se di Sarno e D’Acunto hanno ricevuto o meno una diagnosi tempestiva.
Tra gli indagati, sin dalle prime battute dell’inchiesta, figurano inoltre l’ambulante e tre responsabili delle ditte di produzione, distribuzione e vendita del prodotto inquinato da botulino.
La procura ha sottolineato che, in questa fase preliminare, sono stati emanati avvisi di garanzia formali, quali atti dovuti. Martedì 12 agosto 2025, infatti, sono in programma le autopsie (leggi qui) sulle salme dei due deceduti, per le quali tutte le parti potranno nominare periti di fiducia. La Procura ha affidato l’incarico ad un collegio di medici dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro che, oltre alle due autopsie, dovrà eseguire anche altri ulteriori approfondimenti.
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Restano immutati al momento i reati ipotizzati: omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Oltre ai due decessi, come emerso dalle attività investigative condotte dal sostituto procuratore Maria Porcelli, figurano 14 persone ricoverate all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.
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